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Politica | 23 marzo 2018, 12:35

Loano, nuovo regolamento mensa. La minoranza: "Chi non paga non mangia?"

LoaNoi e PD/Da sempre per Loano: "Ingiusto sospendere il servizio al bambino se i genitori sono morosi"; il vicesindaco Lettieri: "Non si è mai verificato un caso simile. E le tariffe sono a norma ISEE"

Loano, nuovo regolamento mensa. La minoranza: "Chi non paga non mangia?"

Cornice inconsueta, ieri sera, per il consiglio comunale di Loano: la pur bellissima sala consiliare dell’ultimo piano del municipio è attualmente soggetta a lavori di adeguamento antincendio, per cui la seduta si è spostata nella forse ancor più suggestiva Sala del Mosaico al secondo piano.

Un plauso va ai tecnici comunali che in breve tempo sono riusciti non solo ad allestire il tavolo ma a risolvere in maniera soddisfacente i problemi audio derivanti dall’acustica diversa.

Sicuramente il punto all’ordine del giorno che ha visto il dibattito accendersi di più è stato quello sul servizio mensa, il cui regolamento è stato da poco aggiornato e presentato in consiglio dal vicesindaco Luca Lettieri.

Commenta Patrizia Mel, della lista civica LoaNoi: “Sicuramente, con le tante problematiche segnalate dalle famiglie negli ultimi anni, il regolamento della mensa aveva bisogno di un aggiornamento. Ma ci sono alcuni punti sui quali vorrei dei chiarimenti, in modo particolare quello che ipotizza una eventuale sospensione del servizio in caso di mancato pagamento della retta. Quindi se i genitori non pagano il bambino non mangia?

Ritengo che i minori siano incolpevoli di eventuali morosità del genitore e che, pertanto, il bambino abbia diritto all’alimentazione così come ha diritto allo studio. Mi auguro naturalmente di avere capito male, ma se davvero così fosse, chiedo che si faccia un passo indietro e che non si arrivi a questo punto”.

Fa eco a Patrizia Mel anche Gianni Siccardi (capogruppo PD/Da sempre per Loano): “Questo articolo 7 mi ha colpito parecchio: davvero un alunno moroso può essere sospeso dal servizio? Non è possibile prima di arrivare a queste conseguenze interpellare i servizi sociali e analizzare le problematiche economiche caso per caso? Se la sospensione del servizio mensa dipendesse da me, non lo farei mai”.

Il vicesindaco Luca Lettieri rassicura: “Stiamo affrontando un argomento molto delicato. La sospensione del pasto può arrivare solo al termine di una lunga procedura di accertamento nella quale viene prima offerta alla famiglia la possibilità di saldare il proprio debito, se necessario anche ricorrendo a una rateazione degli importi fino a 48 rate. Ricordiamoci, inoltre, che gli scaglioni di tariffa sono regolati in base alle normative ISEE, pertanto chi ha un reddito inferiore ai 4132 euro annui paga soltanto 50 centesimi a pasto, una cifra veramente esigua, anche a fronte del fatto che nelle nostre scuole i rientri pomeridiani non sono così frequenti. E comunque fino a oggi un caso di sospensione del servizio non si è mai verificato e su tutto vegliano sempre i servizi sociali, in grado di esentare le famiglie più in difficoltà anche di quei 50 centesimi di spesa a pasto”.

Sul tema chiosa nuovamente il consigliere Gianni Siccardi: “Ricordiamoci che per chi vive in condizioni di particolare indigenza, anche 50 centesimi possono essere una cifra impegnativa da affrontare”.

Alberto Sgarlato

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