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Eventi | 24 marzo 2018, 07:00

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta per cadere sulla Terra, potrebbe colpire anche l'Italia, la Protezione Civile fornisce gli avvertimenti

Nessun allarmismo, pare difficile possa cadere in Italia, ma occhi puntati al cielo tra il 28 marzo e il 4 aprile

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta per cadere sulla Terra, potrebbe colpire anche l'Italia, la Protezione Civile fornisce gli avvertimenti

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta per cadere in modo incontrollato sulla terra.

Tiangong 1 è il primo modulo sperimentale cinese ed è stata lanciata nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi, fino a raggiungere, con un'inclinazione orbitale di 42.78 gradi sull'equatore, un'altezza di apogeo (il punto più distante dalla Terra) di 344 km e una di perigeo (il punto più vicino alla Terra) di 197 km.

Da marzo 2016 ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra che si concluderà in una finestra temporale che si apre il 29 marzo e si chiude il 3 aprile 2018.

L'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha comunicato che la caduta dei frammenti è al momento prevista nel periodo tra il 28 marzo e il 04 aprile all'interno della fascia di dispersione -44°S e +44° N, ossia nelle Regioni a sud dell'Emilia Romagna inclusa.

Tuttavia stabilire con precisione le aree dove potrebbe avvenire l’impatto è estremamente difficile e, quindi, la finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro.

ASI curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali, e svolgendo il ruolo di raccordo e divulgazione delle comunicazioni ufficiali, al fine di fornire al Dipartimento di Protezione Civile tutte le informazioni disponibili ed una sintesi completa ed aggiornata delle situazioni in atto.

Occorre precisare che è assai improbabile ad ogni modo che l’impatto possa avvenire in Italia, tuttavia la Protezione Civile sul suo sito ufficiale ha emesso una nota di autotutela:

Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.

Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all’impatto:

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

Mara Cacace

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