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Attualità | 25 marzo 2018, 19:15

Fai di Primavera, viaggio nel ricordo delle ex colonie bergamasche che saranno presto demolite

Una due giorni immersa nel passato grazie alla delegazione e i giovani del Fai Savona che hanno accompagnato i visitatori in un luogo storico tra Celle e Varazze

Foto di Marta Massardo

Foto di Marta Massardo

Si è rivelata un grande successo di pubblico l'iniziativa delle giornate di Primavera organizzate dal Fai che hanno visto aperto al pubblico la struttura delle ex colonie bergamasche al confine tra Celle e Varazze, in procinto, dopo anni di inattività e abbandono, di essere demolita e trasformata in alloggi  residenziali e case.

I volontari della delegazione Fai Savona e i giovani dell'associazione ieri e oggi dalle 10 alle 17 hanno guidato a gruppi i tantissimi accorsi ad ascoltare la spiegazione storica e fotografare visitando i padiglioni Frizzoni (con le camerate, la chiesa, l'infermeria...ecc ecc) il parco e il tunnel della vecchia ferrovia.

Le colonie bergamasche nella storia hanno avuto un diverso utilizzo, sono state fondate nel 1889 dall'Ente per la salute del fanciullo di Bergamo con l'obiettivo di "favorire i bambini nel loro sano e integro sviluppo", infatti fin da subito i bambini erano al centro della struttura in cui oltre alla cura della malattie si insediavano e scoprivano il mare per la prima volta d'estate, successivamente durante la prima Guerra Mondiale fu convertito come ospedale militare (significativo la croce rossa, oramai sbiadita, dipinta sulla facciata di un palazzo quale simbolo di preservazione dai bombardamenti) e infine dopo un periodo di ritorno come colonia dal 1943 al 1945, in uno dei suoi periodi più terribili, divenne venne trasformato in un campo di concentramento. 

"Il termine campo di concentramento è da intendersi nel suo significato letterale, e non da confondersi con quello di campo di sterminio che, spesso gli viene sovrapposto - spiega lo storico cellese Matteo Mantero - il campo di Celle accolse prevalentemente operai scioperanti, partigiani e loro collaboratori o presunti tali (senza alcuna distinzione tra uomini, donne, anziani o bambini). Gli ebrei del savonese vennero internati principalmente a Bergeggi e da lì trasportati in Germania.

"Il campo di Celle entrò in funzione nei primi mesi del 1944 e venne liberato dalle formazioni partigiane genovesi poco prima della conclusione del conflitto. Nel marzo 1945 qui venne imprigionato l'intero comitato della Croce Rossa di Vado Ligure (25 persone tra militi e dirigenti), accusato di aver prestato soccorso a partigiani. La maggior parte degli internati proveniva dalla provincia di Savona e dal basso Piemonte, tra cui ricordiamo soprattutto gli operai della Piaggio di Finale Ligure, rei di aver condotto uno sciopero, e la popolazione rastrellata della Valcasotto. Ho trovato molto bello l'obelisco delle camicie rosse a Garibaldi, e a pochi metri si trovava il casello ferroviario. Da qui durante gli anni della Repubblica sociale partivano le tradotte per la Germania"" continua Mantero.

Dopo la guerra fino ai primi anni 90 la struttura è ritornata ad essere considerata una vera e proprio colonia, poi però per poco più di 20 anni ha subito un vero e proprio stato di abbandono fino a qualche mese fa quando è stato presentato il progetto di trasformazione del primo edificio con il successivo abbattimento che porterà ai futuri appartamenti oltre a un hotel e un centro benessere.

Un significativo viaggio senza fiato in un secolo di storia che ha portato tutti (soprattutto i bergamaschi occorsi che anni fa erano stati ospiti della colonia) a immaginare i bambini correre nel parco o nei campetti di calcio oppure lasciare spazio a diversi momenti di silenzio e tristezza pensando agli orrori che si sono verificati all'interno.

Luciano Parodi

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