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Cronaca | 18 aprile 2018, 17:46

Tirreno Power, mortalità ed emissioni: ecco cosa dice il report del Cnr

"Eccessi di mortalità per entrambi i sessi tra il 30% e il 60% sono emersi per tutte le cause e tutti i tumori e tra il 40% e 60% per le malattie del circolatorio, in particolare ischemiche cardiache, e cerebrali"

Tirreno Power, mortalità ed emissioni: ecco cosa dice il report del Cnr

Che cosa dice lo studio del Cnr a proposito degli effetti della centrale Tirreno Power sulla salute degli abitanti? Anzitutto si rivela una tegola per chi minimizzava l'impatto del carbone e un punto saliente nell'intricata battaglia legale che vede coinvolti l'azienda, gli enti pubblici, la Procura savonese, i comitati cittadini e gli esperti di epidemiologia interpellati. La Regione Liguria, però, ha frenato: ha trasmesso il report all'Osservatorio Regionale Salute, "riscontrando - hanno puntualizzato gli uffici - alcuni dati interessanti e altri da approfondire in quanto non particolarmente congruenti secondo i nostri esperti", e ha preso tempo in attesa di ulteriori pareri tecnico-scientifici, rimandando a maggio un documento conclusivo. 

A venire al dunque è stata invece la magistratura savonese (ARTICOLO QUI): 26 manager, membri del Cda e dirigenti di Tirreno Power presenti in azienda tra il 2003 e il 2014, saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo contro la centrale vadese, oggi riconvertita a metano. Lo ha stabilito alcuni giorni fa il giudice di Savona che ha accolto le richieste di rinvio a giudizio formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Nell'inchiesta inizialmente erano stati coinvolti anche i politici a capo delle amministrazioni locali (Comuni, Provincia e Regione), ma successivamente la loro posizione è stata archiviata. 

Lo studio epidemiologico realizzato dal Crn di Pisa ha preso in considerazione gli anni dal 2001 al 2013, per valutare gli effetti sulla salute dell'inquinamento da centrale a carbone nei Comuni di Savona, Vado Ligure, Quiliano e aree limitrofe, con l'obiettivo di ricostruire un quadro dell'impatto delle emissioni puntiformi e diffuse nell'atmosfera. 

Gli esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno analizzato le schede di dismissione ospedaliera e la mortalità certificata dal registro regionale. Le stime di rischio associate alle emissioni stimate della Centrale Termoelettrica di Vado Ligure sono state depurate dall’effetto di altre sorgenti puntuali (industrie), di sorgenti lineari (strade principali), di sorgenti areali (aree portuali) e di sorgenti diffuse (riscaldamenti urbani). Lo studio, inoltre, ha tenuto conto di fattori socioeconomici dell'area. "L'approccio di coorte utilizzato consente di fornire stime di rischio valide e di conseguenza utili nel processo decisionale", scrive il team specialistico del Cnr.

Ecco i passaggi rilevanti dello studio del Cnr: 

L’analisi della mortalità associata ai livelli di esposizione definiti sulla base delle concentrazioni stimate dal modello multisorgente evidenzia eccessi per entrambi i sessi tra il 10% e il 20% per tutte le cause e tutti i tumori, oltre il 20% per malattie ischemiche cardiache, e un forte eccesso per linfoma non Hodgkin tra le donne. Per tutte le cause in eccesso è emerso un trend statisticamente significativo. 

L’analisi dei ricoveri ospedalieri evidenzia eccessi significativi intorno al 10% per malattie del sistema circolatorio, in particolare ischemiche cardiache, solo tra gli uomini, e per disturbi circolatori dell’encefalo e malattie del sistema nervoso tra le donne. Per tutte le cause in eccesso è emerso un trend statisticamente significativo.

Più pesante è il quadro emerso per la mortalità e i ricoveri associati ai livelli di esposizione stimati per il modello della Centrale Elettrica, che si ricorda è corretto per il modello “multisorgente-Centrale Elettrica”.  

Eccessi di mortalità per entrambi i sessi tra il 30% e il 60% sono emersi per tutte le cause e tutti i tumori e tra il 40% e 60% per le malattie del circolatorio, in particolare ischemiche cardiache, e cerebrali. Di entità anche superiore i rischi emersi per le malattie respiratorie, sia acute che croniche del polmone. Un eccesso per malattie del sistema nervoso emerge tra le donne (ai limiti della significatività tra gli uomini). Un rischio di oltre il doppio si osserva per il linfomi non hodgkin solo tra gli uomini. Per tutte le cause in eccesso si osserva un trend statisticamente significativo.  

Per i ricoveri ospedalieri il quadro è simile per quanto riguarda le cause totali e tutti i tumori. Per le malattie del sistema circolatorio si confermano gli eccessi ma di minore forza, e per le ischemie del cuore solo tra le donne. Non si confermano gli eccessi per malattie respiratorie, con la sola eccezione per le croniche del polmone solo tra gli uomini. Tra i tumori linfoematopoietici emerge un eccesso per il gruppo delle leucemie solo tra gli uomini.  

Nel valutare il quadro sicuramente più serio emerso in associazione col modello Centrale Elettrica rispetto a quello multisorgente, includente fonti emissive più impattanti della Centrale Elettrica, è necessario sottolineare che le popolazioni più o meno esposte sono diverse nei due scenari delineati da modello.  

L’altro elemento che è doveroso ricordare riguarda il fatto che le associazioni di rischio sono valutate in relazione a gradienti di esposizione basati sulla distribuzione delle concentrazioni e non ai valori assoluti di concentrazione. Anche il significato da attribuire alle due analisi è diverso: quella sul modello multisorgente offre un profilo di rischio associato all’esposizione a tutte le fonti, mentre quella sul modello Centrale Elettrica è riferito alle emissioni della centrale, al netto di quelle generate dalle altre fonti.

I risultati emersi sono informativi di associazioni eziologiche ascrivibili sia alla Centrale Elettrica che alle altre fonti inquinanti presenti nell’area.

Le osservazioni rafforzano lo sviluppo di un sistema di sorveglianza epidemiologica, e l’adozione di misure di prevenzione primaria atte ad abbassare i livelli di inquinamento prodotto dalle diverse fonti.

Fin qui le somme tratte dal "Gruppo di lavoro per la conduzione di studi di epidemiologia ambientale analitica" del Cnr, nel dossier pervenuto agli uffici della Regione Liguria già nell'autunno scorso. 

Il processo vedrà come parti civili sei associazioni: Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana. E il Ministero dell'Ambiente. Dal 2014, anno in cui la centrale vadese finì sotto sequestro e i gruppi a carbone avviati alla metanizzazione, si sono accumulate centinaia di pagine di documenti, tra pareri, relazioni e approfondimenti. 

Tirreno Power definisce "paradossali" le responsabilità ipotizzate dallo studio del Cnr. "L'elemento considerato dallo studio sono gli ossidi di azoto - ha spiegato l'azienda, opponendosi al report giunto da Pisa - Secondo quanto affermato dagli stessi ricercatori del Cnr, le emissioni di questa sostanza da parte dei gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure incidevano solo per una quota compresa tra l'1 e il 2% del totale presente nell'aria. Mentre sempre secondo i dati dello studio, ad esempio, il traffico veicolare incideva per il 63%. E' evidente che su queste basi sono inconsistenti le conclusioni che ipotizzano un collegamento tra queste emissioni della centrale a carbone e una responsabilità sulla salute degli abitanti del territorio. Questa opinione è espressa anche nei pareri scientifici degli esperti che hanno esaminato lo studio e hanno valutato incongrue le conclusioni a cui è giunto".

rg

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