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Politica | 18 aprile 2018, 17:52

Varazze, Cerruti attacca Bozzano: "Bugie sulla discarica della Ramognina"; il primo cittadino: "La Regione ci ha richiesto questo"

Dopo le polemiche sulla tassa di soggiorno e Piazza Dante al centro della discussione del gruppo consiliare “AmoVarazze” la discarica della Ramognina

Varazze, Cerruti attacca Bozzano: "Bugie sulla discarica della Ramognina"; il primo cittadino: "La Regione ci ha richiesto questo"

Dopo che il sindaco di Varazze Alessandro Bozzano aveva preso le sembianze di Pinocchio e di Dante Alighieri a causa rispettivamente delle polemiche sulla tassa di soggiorno e sulla riqualificazione di Piazza Dante, questa volta le accuse di Gianantonio Cerruti, capogruppo consiliare di AmoVarazze si sono concentrate sulla discarica della Ramognina facendo ritornare il primo cittadino nelle vesti del protagonista del romanzo di Carlo Collodi.

“Dopo la promessa non mantenuta sull’ applicazione della tassa di soggiorno, il Sindaco Pinocchio Bozzano colpisce ancora i varazzini con una grossa bugia sulla discarica comunale. Per poter impinguare le casse di comune e gestore, e curare al meglio i propri interessi politici, il Sindaco Pinocchio ha aperto le porte della discarica alla Città Metropolitana di Genova e ai comuni di mezza liguria, raddoppiando i conferimenti di rifiuti. La discarica della Ramognina è così passata da 19.600 tonnellate nel 2015 a 34.204 tonnellate nel 2017, portando i proventi per il comune ad oltre 3.000.000 di euro e per il gestore ad oltre 950.000 euro” dice Gianantonio Cerruti.

“Per tenersi buoni i varazzini e soprattutto i casanovini, il Sindaco Pinocchio e i suoi amici di merende avevano anche escogitato la manfrina del transito di “soli” due camion al giorno in ore notturne quale contropartita alla chiusura anticipata della discarica. Ma il Sindaco Pinocchio si è ormai smentito perché ogni giorno i cittadini assistono a lunghe file di camion inerpicarsi per le strade di casanova, non ha chiuso la discarica comunale nel 2017 come scritto nel suo programma amministrativo e non la chiuderà neppure nel 2018 come dichiarato pubblicamente sui giornali e in consiglio comunale” continua Cerruti.

“Oltre a raccontare bugie, il Sindaco Pinocchio è pure smemorato, perché non si è accorto che è in approvazione un complesso iter regionale nel quale l’impianto comunale viene indicato funzionale almeno fino al 31.12.2020 per la gestione del periodo emergenziale della Città Metropolitana di Genova e/o altre parti del territorio ligure. E tace il tutto ai varazzini per continuare ad implementare il business dei rifiuti a scapito della sicurezza e della salute pubblica. Siamo dell’idea che la discarica comunale sia una risorsa da gestire in maniera sostenibile e non quale campo dei miracoli per seminare denari in vista delle prossime elezioni, a suon di scuse e bugie. Ma i varazzini non sono sprovveduti o ingenui come pensano il Sindaco Pinocchio Bozzano, la sua Giunta, i suoi consiglieri e i suoi consigliori locali” conclude il capogruppo consiliare.

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere: ”Nel 2014 da Genova ci è giunta una delibera della Regione Liguria che spiegava che gli impianti savonesi devono mettersi nella condizione di poter ricevere i rifiuti della città metropolitana genovese in difficoltà” spiega Bozzano.

“Il comitato tecnico d’ambito ha identificato la discarica di Ramognina (insieme a Boscaccio, Saliceti e Rio Marsiglia) come discarica regionale deputata a prendere una parte di questi rifiuti. Deve utilizzare la disponibilità residua autorizzata prioritariamente al fine dell’assorbimento del fabbisogno di trattamento e smaltimento dell’rsu dei bacini di riferimento e in secondo ordine di priorità per l’eventuale fabbisogno non soddisfatto in ambito regionale nel rispetto dei principi di economicità e prossimità” continua il primo cittadino.

“La nostra capacità residua è di circa 50mila metri cubi al fine di arrivare ai 350mila metri cubi per poter poi chiudere la discarica. Abbiamo fatto una gara, che la Provincia” prosegue Bozzano.

“Chiudere una discarica non è come chiudere una porta, è una cosa importante che determina la chiusura di tutta una serie di rapporti di natura giuridica con tutta una serie di soggetti. Lo abbiamo scritto nel programma e lo faremo” conclude il sindaco. 

Luciano Parodi

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