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Attualità | 21 aprile 2018, 15:30

Borgio Verezzi: il punto su Pietra Medica e Ponente Acque

Il sindaco Dacquino: "Da parte mia niente piagnistei né terrorismo, ma analisi e soluzione di eventuali problemi"

Borgio Verezzi: il punto su Pietra Medica e Ponente Acque

“Io non mi ritengo un sindaco che piange e si lamenta, e tanto meno un arruffapopoli che lancia slogan per aizzare la gente: mi ritengo un sindaco che cerca di individuare i problemi e di andare dritto alla soluzione. Sul fatto che Pietra Medica sia un servizio di eccellenza per la popolazione di un intero bacino, non c’è dubbio. Ma penso anche che sia stato fatto ultimamente del vero e proprio terrorismo riguardo a molti di questi centri salute: perché Pietra Medica dovrebbe chiudere? Io penso che la Regione Liguria stia semplicemente facendo una campagna di pianificazione e razionalizzazione delle risorse, nell’ottica di un rapporto equilibrato tra strutture, utenza e territorio”. Con queste parole Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi, commenta le recenti vicende di Pietra Medica, poliambulatorio che offre varie tipologie di servizi per tutta la Val Maremola.

Il primo cittadino di Borgio Verezzi è in contatto, ovviamente, con gli altri sindaci del comprensorio ai quali ha mandato una analisi in più punti:

"È giusto ragionare su 3 aspetti:

1) ruolo Pietra Medica; è utile da tempo, offre servizi importanti che oggi vanno ridefiniti, da valutare in tal senso la coerenza con altre realtà.

2) risorse per Pietra Medica; se si vuole ragionare solo su questa realtà vanno trovate dopo aver analizzato il servizio reso ad ogni comune (giusta la proporzionalità), le risorse vanno altresì trovate compatibilmente con tagli ad altre aree (es: alcuni servizi dell'ambito). Qui i Comuni sono il riferimento.

3) relazione ospedale/territorio; è il percorso da fare, vanno considerate le varie esigenze dei cittadini e le forze in campo, solo così si possono condividere esigenze - livelli di assistenza - risorse. Qui la Regione ha la leadership di progetto".

Dacquino conclude con una piccola battuta provocatoria ma non troppo: “Borgio Verezzi è un piccolo Comune che, compatibilmente con le risorse disponibili, ha investito molto sulla depurazione, sta rifacendo una piazza, ha rimesso a posto dei sentieri e ha un festival teatrale tra i più celebri in Europa. E tutto questo senza adottare l’imposta di soggiorno. Non escludo che magari la adotteremo più avanti, ma solo quando saremo convinti e soddisfatti di tante di queste opere pubbliche portate a termine, perché secondo me prima di chiedere un contributo al turista bisogna dare in cambio dei servizi. Ma dal momento che tantissimi comuni della provincia di Savona hanno sottolineato la valenza dei centri salute durante i massimi picchi di presenze turistiche, perché non destinare a queste strutture anche una parte dell’imposta di soggiorno, da parte di chi l’ha introdotta?”

E sempre a proposito di opere pubbliche, Borgio Verezzi è tra i Comuni interessati dalle cosiddette “bollette straordinarie” di Ponente Acque. Commenta il sindaco: “Innanzitutto rispetto alla bollettazione che facevamo noi, la redistribuzione degli importi vede una variazione non così sostanziale, per cui non mi sembra che per l’utenza sia un cambiamento così drastico. Detto questo, mi sono confrontato con Gianluigi Taboga, di Assoutenti, che mi ha ribadito come tutto sia svolto nel rispetto della Carta dei Servizi del Cittadino e delle regole imposte dal Garante. Inoltre esprimo la mia gratitudine ad Andrea Papa, dell’associazione Vivere Verezzi, che ha organizzato proprio a Verezzi un incontro su questo tema. Posso dire che tutto si è svolto per il meglio e, superato qualche attrito iniziale dovuto alle preoccupazioni sugli importi, la popolazione ha posto le proprie domande in modo tranquillo e con serenità ed è rimasta soddisfatta dei chiarimenti”.

Alberto Sgarlato

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