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Savona | 22 aprile 2018, 11:00

Il venerdì nero di Savona e le 50 sfumature di grigio

La rubrica di Bruno Spagnoletti

Il venerdì nero di Savona e le 50 sfumature di grigio

Sarà anche vero che potrei essere iscritto, ad honorem, al club diffuso dei Stundaiu di professione, sempre pronti al mugugno ed alla critica quasi a prescindere! Eppure non mi sento cosi; anche se odio superficialità e mediocrità, m’infastidiscono i voltagabbana e gli arrivisti, non sopporto chi si trincera dietro una facciata di perbenismo o, peggio, mostra pubbliche virtù dietro un’esistenza di connaturati e praticati vizi privati. Sì, “odio gli indifferenti e sono partigiano” e rifuggo i luoghi comuni. Sono assai dubbioso sul valore progressista di una politica dei diritti scissa dai doveri!

Nel corso del recente Consiglio Comunale riflettevo, seguendo le procedure e il dibattito, sul gap esistente tra la narrazione della Città raccontata in sede istituzionale e la realtà speculare delle contraddizioni in essere nelle infrastrutture, nella vivibilità, nella vivacità culturale e nelle distorsioni delle diseguaglianze sociali.E, m’interrogavo sul perché le criticità delle 50 sfumature di grigio, arrivassero con il contagocce e, quasi sempre “fuori tempo” al dibattito nel massimo consesso cittadino: una sorta di mismatch tra realtà vissuta e racconto istituzionale mediato.

Eppure l’ultima sessione del Consiglio si è caratterizzata come una delle migliori (e meno noiose) sedute degli ultimi due anni, al netto del racconto “irricevibile” e “pseudoscientifico” fatto dalla Signora Sindaco sul Porto Elettrico; una esposizione surrettiziamente furbesca, ma sostanzialmente vuota di idee innovative e condivisibili sia pur in progress; e una inaccettabile lectio di subordinazione alla cultura antiambientalista che pretende di assegnare al Porto di Savona un destino cinico vincolato all’uso del BTZ (Olio combustibile), mentre le Città mondiali SMART stanno decidendo su come uscire dal Diesel. Ma si sa che Savona è antesignana (a parole) nelle politiche green, smart (nei progetti) per poi cadere al 72esimo posto su 110 città nella speciale classifica generale di Italia Oggi e precipitare all'83esimo quando si parla di ambiente.

Si vede e si sente (lontano un miglio) l’effetto delle nuove Risorse e Competenze incamerate dal primo tagliando di Giunta (il progetto innovativo sul Mercato Civico passato a maggioranza ma senza voti contrari, il piano d’intervento sulle spiagge libere d’intesa con l’Autorità Portuale di Sistema).

Si è, persino vista una maggiore vivacità della maggioranza consiliare uscita dal lungo sonno “silente”, grazie - soprattutto - al contributo del nuovo Gruppo della Lista Civica Caprioglio 2.0 che ha reso possibile la mediazione unitaria sulla delicata questione della vertenza in corso su TPL Linea.

Si è registrata anche una sostanziale “messa in discussione” della maggioranza di Centro Destra con il venir meno della rappresentanza consiliare del Partito di Fratelli d’Italia, dopo la coraggiosa e netta presa di distanza della Consigliera Simona Saccone Tinelli uscita – per sua esclusiva volontà – da Fratelli D’Italia, in aperto dissenso su metodi, merito, comportamenti e visione della funzione della politica rispetto all’attuale Commissario e al suo Gruppo Dirigente.

Tutto ciò premesso – sarà pur vero che il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi – ma, all’indomani mattina, Savona ha vissuto il black Friday più nero della sua storia recente, con tutte le 50 sfumature dal nero al grigio. Il combinato disposto della chiusura dell’autostrada per l’incidente del Bus dei ragazzi in gita e dello sciopero e della manifestazione degli autoferrotranvieri, ha letteralmente mandato in tilt la Città e la Provincia (costa ed entroterra) e, contestualizzato una moderna via crucis per migliaia di cittadini bloccati per ore nel loro diritto alla mobilità.

La priorità delle infrastrutture e di una politica mirata a incentivare il trasporto pubblico emergono come un must non rinviabile per tutte le Amministrazioni Locali della Provincia e per la Regione Liguria.

E’ venuto il tempo delle scelte anche per un’autostrada che oltre ad essere tra le più care d’Italia, spesso si trasforma in una prigione a cielo aperto e un volano di morti e d’incidenti seriali; una carrettiera inadeguata e pericolosa oramai in forme ordinarie e non eccezionali, quasi cadenzata nel tempo (siamo a una frequenza di tre -quattro incidenti e blocchi mese) addirittura prima che inizi l’esodo feriale estivo.

Non oso pensare alle ricadute sull’opzione turistica sole - mare – cultura – cibo, allorquando entrerà in funzione a regime la nuova Piattaforma Multifunzionale di Vado Ligure se non si risolveranno a monte i nodi infrastrutturali e logistici.

Siffatte criticità avrebbero dovuto consigliare più cautela alla Provincia e al Comune di Savona nella gestione di TPL Linea se davvero si voleva privilegiare il Trasporto pubblico locale e la mobilità collettiva su quella privata. Cosi non è stato e non è! Vorrei sperare che la mozione unitaria approvata dal Consiglio e l’incontro già programmato con l’Assessore Regionale Berrino, rappresenti l’inizio di una svolta e di un ripensamento strategico e non (come purtroppo continuo a pensare) una soluzione gattopardesca per uscire dalla complessità della vertenza in atto.

La stessa unica buona notizia del Venerdi nero (che se si torturano i dati e si approfondiscono, proprio ottima non è) sulla contrazione esponenziale del ricorso alla Cassa Integrazione calata del 92% nei primi mesi del 2018 sugli stessi mesi del 2017, va presa con le pinze. Potrebbe anche significare, da un lato che le ore per gli ammortizzatori sociali ordinari, straordinari e in deroga si siano esaurite dopo il boom del 2017 per Savona e, dall’altro (ancora peggio) che non ci siamo più lavoratori da tutelare che – pur sospesi dal lavoro – abbiano mantenuto un rapporto con l’impresa.

Voglio dire che non vorrei (anche se ne sono sicuro) che la riduzione della Cassa Integrazione si motivi con il dato che non ci siano più lavoratori da tutelare, ma ex lavoratori passati all’economia invisibile o all’esercito dei disoccupati!

Intanto, mentre nuove crisi esplodono (Mondomarine, Piaggio, Asset, Trony, Edilizia, TPL, ATA), l’area di crisi complessa vive una fase di stallo, anche per colpa di assurde competizioni sulle primogeniture e un’avvilente vocazione “provincialotta”; ma di questo parleremo next time.

Bruno Spagnoletti

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