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Attualità | domenica 06 maggio 2018, 07:30

Per la Formento Restauri nessun “restauro in quota” è impossibile

Formento Restauri è un nome storico per quanto riguarda la tutela del patrimonio architettonico, che ha saputo rinnovarsi pur nella continuità della sua opera, specializzandosi nel settore specifico del restauro in quota

Per la Formento Restauri nessun “restauro in quota” è impossibile

La torre del Comune di Noli, la torre Malasemenza di Albenga, la chiesa di Sant’Ambrogio sulla via Aurelia nel centro di Alassio: sono alcuni esempi dei lavori recentemente condotti dall’azienda finalese Formento Restauri mediante la tecnica definita del “restauro in quota” (o restauro con funi). Ma non è tutto: proprio recentemente il personale di Formento Restauri è “tornato a casa” per un intervento sul Forte San Giovanni del quale presto parleremo più approfonditamente su Savonanews.

Formento Restauri è un nome storico per quanto riguarda la tutela del patrimonio architettonico, che ha saputo rinnovarsi pur nella continuità della sua opera, specializzandosi nel settore specifico del restauro in quota tanto da varare un sito internet dedicato (www.restauroinquota.it) e un logo (visibile nella nostra fotogallery).

Spiegano i fratelli Elena e Alberto Formento, titolari: “Noi operiamo di norma su monumenti vincolati e, per farlo, da quasi un decennio lavoriamo con personale specializzato che è stato formato ed addestrato per i lavori in quota. I restauratori certificati, in totale sicurezza e rispettando ogni requisito di legge, utilizzano i sistemi su fune per operare in contesti di difficile accesso. Oltre ad essere tutti preparati su queste tecniche, ognuno di loro ha la propria specializzazione: dai tecnici delle coperture agli operai specializzati ed ai restauratori che intervengono su intonaci e superfici pittoriche. Stefania, per esempio, la nostra restauratrice storica, oggi è diventata anche un’ottima free-climber!”.

E, ovviamente, ci sono anche i professionisti dedicati alla verifica del lavoro, Massimo Oliveri e lo stesso ingegnere edile Elena Formento.

In questo modo la sicurezza incontra la bellezza: in una sola giornata di lavoro possono essere individuate eventuali emergenze e viene redatto un progetto di messa in sicurezza, nel pieno rispetto delle regole di conservazione del patrimonio monumentale, da consegnare alla Soprintendenza. Il tutto in modo quasi “invisibile” per turisti e residenti, perché si evita di schermare i monumenti con ponteggi, e con un occhio al contenimento dei costi: agire in maniera così mirata, infatti, consente di avere in tempi brevi una analisi e una mappatura corretta dello stato di degrado ed individuare gli interventi più specifici.

Un esempio tangibile di questo “modus operandi” si è visto applicato all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte a Camogli.

La Torre Nolare era stata oggetto di un importante intervento manutentivo svolto nel 2014 per conto del FAI dall’azienda Formento di Finale Ligure, un’operazione molto complessa e delicata che aveva incontrato in primo luogo delle concrete difficoltà logistiche: l’accesso al cantiere si poteva effettuare esclusivamente via mare e si era dovuto impiegare un elicottero per il trasporto dei materiali e dei ponteggi.

A valle dell’intervento del 2014, l’obiettivo del FAI era monitorare costantemente la copertura e i prospetti della torre: obiettivo raggiunto con successo grazie alla linea vita che fa parte del nuovo accesso alla torre, progettata e costruita appositamente da Formento, azienda specializzata nel restauro in quota.

Dopo il restauro, infatti, l’edificio è stato sottoposto a novembre 2016 al primo controllo periodico previsto da un programma di manutenzione ordinaria, il corrispettivo del “tagliando” automobilistico applicato all’edilizia.

Per descrivere l’attività di monitoraggio appena conclusa, gli esperti intervenuti nell’opera di conservazione trovano particolarmente calzante il paragone con il mondo automobilistico: come per una vettura è obbligatorio eseguire il tagliando periodicamente dopo l’acquisto, allo stesso modo è necessario prevedere controlli con cadenze regolari sugli edifici, tanto più se si tratta di opere di importanza storico-culturale.

Dall’appuntamento con la manutenzione è emerso un quadro positivo: la Torre dell’Abbazia gode di ottima salute e gli stessi restauratori che erano intervenuti sul monumento hanno constatato che il restauro risulta perfettamente conservato. 

In realtà le possibilità offerte dal restauro in quota sono tante anche per chi gestisce economicamente gli edifici restaurati: in una posizione sfidante come quella di San Fruttuoso è ora possibile verificare con regolarità lo stato dei lavori e – laddove necessario – intervenire.

Un programma di manutenzione efficace e sostenibile: niente più costosi ponteggi o operazioni di manutenzione straordinaria, ma un programma cadenzato di interventi di restauro in quota.

L’idea della manutenzione programmata funziona anche nell’edilizia ed è una buona notizia per tutti: non solo per coloro che hanno a cuore il patrimonio storico artistico ed architettonico del nostro Paese, ma anche per chi ha la responsabilità di gestirlo economicamente.

Tecnologie all’avanguardia per tutelare il futuro del patrimonio che ha rappresentato il nostro passato. E, soprattutto, tanta passione: “La stessa passione che ci hanno tramandato i nostri genitori – concludono Elena e Alberto Formento – e che siamo fieri di portare avanti. Il motto della nostra azienda è ‘Recuperiamo il passato, costruiamo il futuro’. Perché chi non prova amore e rispetto per il passato non può avere un domani. E noi, con il nostro lavoro operiamo per tutelare il patrimonio storico-architettonico del nostro Paese perché le future generazioni possano continuare a godere della sua bellezza per riconoscerla, apprezzarla e, a loro volta, proteggerla”.

Per contatti: Formento Restauri – via per Calice– zona industriale – Finale Ligure. Telefono: 019692426. Sito internet: www.formentorestauri.it 


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