/ Attualità

Spazio Annunci della tua città

Vendo divano in pelle 3 posti, marca Divani&Divani, colore verde acquamarina chiaro. Ottime condizioni, no macchie,...

part-time pomeridiano disponibile ponti primaverili e stagione estiva 2018 pescheria friggitoria in Celle Ligure...

Per il comune di Pietra Ligure (SV) . Ottima zona per presenza Ospedale Santa Corona e turismo, bassi costi di...

Annualmente 800 mt slm così composta: piano terra tavernetta con caminetto, camera letto matrimoniale ,bagno...

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Attualità | lunedì 28 maggio 2018, 08:00

Albissola e "Un Bidone di Energia": al centro il tema dei rifiuti (FOTO E VIDEO)

L'evento organizzato dalla rete Ottobre Scienza di Torino grazie all'insegnante dell'istituto torinese Plata Irene Audrito e l'assistente Riccardo Bertaglia ha visto coinvolto il comune albisolese grazie a Lisa Siccardi, assessore all’ambiente del Comune di Albissola Marina e con la collaborazione del Centro Educazione Ambientale Riviera del Beigua.

Una settimana con al centro comunicazione, divulgazione scientifica e sensibilizzazione sul tema dei rifiuti, Albissola Marina ha ospitato da lunedì 21 a ieri domenica 27 maggio,  presso il Centro Esposizioni MuDA la mostra-laboratorio "Un Bidone di Energia".

Un grande successo tra i più giovani, soprattutto per il coinvolgimento diretto degli studenti dei licei savonesi nel ruolo di animatori scientifici delle classi coinvolte, un intrigante percorso interattivo alla scoperta del riciclo intelligente che ha consentito ai visitatori di trasformarsi in “scienziati per un giorno”, scoprendo, attraverso giochi ed esperimenti, come i rifiuti possano trasformarsi in fonti energetiche, il cui ciclo vitale inizia proprio dal cassonetto.

La produzione di carta riciclata, la purificazione dell'acqua inquinata con l'humus, il surriscaldamento dell'acqua senza l'uso del fuoco, il riciclo del vetro e delle lattine, la plastica, l'olio esausto, saranno soltanto alcuni degli esperimenti che hanno indotto a riflettere sul tema dell'impatto ambientale. La sezione conclusiva del laboratorio sarà interamente dedicata alla tematica, di particolare criticità per il territorio, della plastica nei mari, con particolare attenzione alle iniziative e agli accordi messi in atto dai comuni costieri della riviera Ligure.

Forza del progetto è il coinvolgimento attivo delle scuole del territorio che, oltre ad esserne utenti, vestiranno i panni dei protagonisti. Nove studenti in alternanza scuola lavoro, selezionati tra le classi quarte del Liceo Classico e Linguistico Chiabrera Martini e del Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona hanno assunto il ruolo di animatori scientifici, acquisendo una formazione di alto livello nell’ambito della progettazione e comunicazione di eventi di divulgazione scientifico-ambientale, mentre l'allestimento e la comunicazione è stata realizzata in collaborazione con gli studenti del Liceo Artistico di Savona.

L'evento organizzato dalla rete Ottobre Scienza di Torino grazie all'insegnante dell'istituto torinese Plata Irene Audrito e l'assistente Riccardo Bertaglia ha visto coinvolto il comune albisolese grazie a Lisa Siccardi, assessore all’ambiente del Comune di Albissola Marina e con la collaborazione del Centro Educazione Ambientale Riviera del Beigua.

Alla realizzazione degli esperimenti proposti nel laboratorio hanno collaborato inoltre l'Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, l'AIF-Associazione per l'Insegnamento della Fisica di Settimo Torinese, il Dipartimento di Chimica della Facoltà di Torino mediante il progetto Europeo Mat4Treat, Sat s.p.A., l'azienda savonese Sat e l'azienda Novamont, leader indiscusso nella produzione della bioplastica ed ideatrice del Mater-Bi.

Più di 25 classi si sono prenotate durante la settimana, con un afflusso di circa 500 bambini e ragazzi, nel weekend di sabato 26 e domenica 27 maggio invece la mostra è rimasta aperta al pubblico.

"Un punto di forza di questo progetto sia proprio trasformare gli studenti in attori protagonisti di quello che è il processo formativo, le generazioni future sono quelle che possono salvarci e quelle che risentiranno del più grande impatto delle nostre scelte consumistiche. La formazione debba partire da loro, per questo abbiamo chiesto ai ragazzi dei licei di fare i formatori su questo laboratorio, mettendosi in gioco all'età di 16-17 anni ed hanno dovuto gestire delle intere scolaresche. Abbiamo rischiato, temevamo che il progetto fosse un pò azzardato, a fine settimana possiamo dire che abbiamo scommesso giusto" spiega Irene Audrito.

Luciano Parodi

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore