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Attualità | 19 giugno 2018, 11:24

Finalborghesi "perplessi" per la chiusura al traffico veicolare di via Drione a Finalpia

Gli abitanti del Borgo: "A Pia scelte condivise, sulla chiusura delle nostre porte solo imposizioni". Il sindaco Frascherelli: "Decisioni sempre e solo per privilegiare il commercio, non certo per penalizzarlo"

Finalborghesi "perplessi" per la chiusura al traffico veicolare di via Drione a Finalpia

L’annuncio dell’amministrazione comunale di Finale Ligure di rilanciare via Drione (leggi QUI) ha sicuramente destato molta soddisfazione nei finalesi, ma ha portato anche qualche polemica.

In particolar modo tra gli abitanti del Borgo, che si domandano: “Perché a Finalpia sono state pattuite con i residenti e i commercianti diverse fasce orarie di apertura e di chiusura della strada, al fine di privilegiare, secondo le fasce orarie, o la ‘movida’ o il traffico, mentre a Finalborgo è stata imposta dall’alto la chiusura delle porte di accesso? Se davvero a Finalpia alcune ore serali di chiusura della strada non causeranno problemi, al contrario al Borgo quelle sole tre ore mattutine di apertura delle porte ne avrebbero creati?”

Replica il sindaco, Ugo Frascherelli: “Si tratta di diverse situazioni e diverse realtà, che portano a diversi provvedimenti. La decisione di Porta Testa continuo a ribadire che è condivisa dalla maggior parte della popolazione. Ovvio che ci saranno anche i contrari, così come molta gente si era lamentata per la chiusura di piazza Vittorio Emanuele II a Finalmarina (e i riscontri positivi oggi si vedono), o c’è gente che vorrebbe riaprire via Porro.

Capisco che i cambiamenti possano spaventare, ma non si tratta di una trasformazione solo finalese, l’esperimento è diffuso a livello nazionale e laddove è stato applicato ha funzionato: una regolamentazione del traffico ha sempre portato ovunque un miglioramento della qualità della vita e del commercio. Infine ricordiamo che Finalpia ha presenze diverse rispetto a Finalborgo: il Borgo è abitato tutto l’anno, Finalpia vede una maggior concentrazione di seconde case, quindi questa sperimentazione estiva è funzionale a privilegiare il commercio in relazione alle presenze turistiche.

Per quanto riguarda, infine, le lungaggini del cantiere di via Drione non sono dipese da incapacità dell’amministrazione e me ne dispiaccio, ma da un’esigenza della Soprintendenza di monitorare e catalogare alcuni ritrovamenti. Quando si prepara una torta si devono rompere le uova, si devono attendere i tempi di cottura, ma poi il risultato è eccellente e soddisfa.

Tornando a Porta Testa, è antica e non fu certo pensata per accogliere un traffico veicolare, per cui spesso si verificavano code e intasamenti. Parliamo di una zona che conosco e frequento abitualmente, continuo a sostenere che quanto è stato fatto voglia privilegiare il commercio, non certo penalizzarlo”.

Alberto Sgarlato

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