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Economia | 23 giugno 2018, 16:18

Le favole come strumento di marketing per conquistare clienti nel settore del turismo

Raccontare una storia avventurosa può far addormentare un bimbo oppure diventare un potente strumento commerciale. In fondo è solo questione di marketing e di comunicazione coinvolgente.

Le favole come strumento di marketing per conquistare clienti nel settore del turismo

Chi di noi è mai stato affascinato dal racconto di una bella favola, oppure rapito dalla voce piena e seducente di un narratore che rende ipnotica anche l’etichetta dell’aspirina? Tutti. Sin dalla nostra nascita, e qualcuno ritiene anche prima, ossia nel liquido amniotico, ascoltiamo le favole da voci rassicuranti, i monologhi teatrali, i racconti in tv. In fondo è solo questione di marketing e di una comunicazione efficace.

Bene, questa è una pratica millenaria, utilizzata per far addormentare i bambini, e in fondo anche gli adulti, facendoli perdere in una bella commedia che li faccia sognare o in un action movie sparatutto quando hanno bisogno di staccare dalla frenesia quotidiana. Favola e film quindi al tempo delle relazioni sociali e della velocità delle informazioni vanno a braccetto.

Ma a cosa serve una narrazione coinvolgente, in gergo storytelling, in ambito aziendale e d’impresa?

In questi giorni possiamo incrociare a Milano una Mistery Box, su una avveniristica Apecar, che desta un’attenzione impensabile e a cui tutti si avvicinano attratti dall’idea di non aver assolutamente capito di cosa si tratti. Ecco, un controsenso! Eppure funziona. Sarà forse una banca che dedica prodotti online ad una fascia di giovani clienti smanettoni? Un piccolo imprenditore che vuole conquistare il mondo con il concetto di benessere fisico e con i suoi sani centrifugati? Oppure, una volta aperte le ante del trabiccolo, ne uscirà una libreria dalla quale prendere liberamente libri da leggere in pausa pranzo per poi riconsegnarli assecondando la cosiddetta economia della fiducia? Mistero!

Il risultato è un costante capannello di persone di ogni età che si avvicinano, non capendo se gli verrà dato qualcosa oppure se gli verranno addirittura chiesti dei soldi. Chissà allora, cosa potremmo fare utilizzando le parole della splendida lingua italiana per sedurre. Sedurre per attrarre turismo, incantare per raccontare i tessuti e la manifattura dell’alta moda italiana, affascinare nel condividere la bellezza dell’alba quando il contadino si sveglia per lavorare i nostri ortaggi a km. 0, stregare con l’accelerazione da 0 a 100 effettuata da una super auto italiana, rapire il cuore e far trattenere il respiro accompagnando per mano il nuovo cliente in un luogo unico al mondo. Questa è la seduzione del Brand Italia e di tutte quelle imprese piccole e grandi, capaci di accogliere i nuovi potenziali clienti con la qualità e la bellezza dei prodotti e dei servizi del turismo italiano, ma anche con la scoperta del nostro patrimonio nascosto tra le pieghe dei borghi. Una sfida possibile ed un risultato che funziona bene sia in termini di riconoscibilità della identità aziendale, sia di fatturato. Le imprese italiane però si chiedono a cosa serva avere un responsabile della comunicazione dedicato alla scrittura creativa. La risposta: accogliere le persone e le aziende, cioè i nuovi possibile clienti, siano essi di hotel oppure di un eau de parfum di gran marca. In realtà, scrivere bene ciò che si fa, coinvolgendo il lettore con uno storytelling appassionante, emozionale e magnetico, è un valido contributo a diventare più ricchi. Ecco allora perché impegnarsi nello scrivere una presentazione memorabile di 5 righe nella nostra homepage aziendale (evitando gli errori di grammatica!), realizzare una newsletter che preveda un’interazione tra chi la riceve e chi la invia, oppure stampare opuscoli informativi per gli uffici di Informazione ed Accoglienza Turistica capaci di anticipare, trasmettere e contagiare le emozioni che vivranno sul territorio. Non bisogna certo essere una multinazionale del lusso o una casa di moda per pensarci.

Se a questo punto, ai professionisti, alle PMI, agli imprenditori ed alla Pubblica Amministrazione ronza ancora in testa la domanda sul perché farlo, l’unica risposta vera è perché altrimenti lo faranno gli altri, prendendosi i clienti che noi non siamo stati in grado di conquistare. E magari fidelizzandoli con due bottigliette di acqua fresca dall’etichetta personalizzata fatta trovare al loro arrivo sotto l’ombrellone il 15 di agosto. E' la scoperta dell’acqua calda, anzi, in questo caso fredda, il cui vuoto diventa un oggetto cult da sfoggiare con gli amici al ritorno in città.

Possiamo crederci oppure no, ma oggi raccontare favole aziendali che creino emozioni è solo l’inizio per rilanciare le attività produttive locali, con la fortuna che nel nostro paese abbiamo uno strumento di marketing e di comunicazione dirompente: la lingua italiana!

Enrico Molinari

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