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Sanità | domenica 08 luglio 2018, 09:25

Le dimensioni contano! (Capitolo 3: la protesi)

Sapete quando una corona protesica (un “dente finto o capsula”…) viene considerato preciso?

Le dimensioni contano! (Capitolo 3: la protesi)

Cari lettori di Savona News, nei miei ultimi articoli settimanali vi ho parlato del perché sia importante, in odontoiatria, lavorare utilizzando degli strumenti ingrandenti, al fine di ottenere cure più precise. Abbiamo parlato di otturazioni e di “devitalizzazioni”. Oggi vorrei raccontarvi perché è importante l’utilizzo degli ingrandimenti in protesi.

Sapete quando una corona protesica (un “dente finto o capsula”…) viene considerato preciso? Quando tra la corona e il dente “limato”, su cui questa deve essere cementata,  c’è uno spazio non superiore a 50 micron. Tanto per avere un elemento di confronto: un capello, mediamente, ha un diametro di 70 micron.

Per approntare una corona protesica sono necessari diversi passaggi:

  • La preparazione (cioè quando il dentista “lima” il dente)
  • L’impronta (quando si mette del materiale intorno ai denti per ricavarne “uno stampo”)
  • L’adattamento del provvisorio (la corona che protegge il dente in attesa che venga costruita la protesi definitiva)
  • La costruzione in laboratorio (a sua volta suddivisa in diverse fasi complesse)
  • La prova delle fusioni (in cui si verifica che “la struttura portante” sia perfettamente aderente al dente limato)
  • La scelta del colore (con tutte le infinite sfumature e caratterizzazioni che rendono ciascuna bocca diversa dalle altre)
  • La “prova biscotto” (cioè la fusione ricoperta dalla ceramica dopo la prima cottura)
  • La prova finale
  • La cementazione

In ciascuna di queste fasi è importantissimo essere precisi perché, altrimenti, gli errori si sommano in ciascuna delle fasi successive rendendo il risultato finale incongruente con il dente limato, quelli vicini e quelli dell’altra arcata che ci masticano “contro” (la cosiddetta arcata antagonista).

Pensate la difficoltà che ci può essere, ad occhio nudo, a valutare errori dell’ordine di poche decine di micron (un micron è un millesimo di millimetro…) e come si possa fare presto ad arrivare ad errori ben superiori ai 50 micron di spazio considerati ottimali…

Tutto questo si ripercuote sul confort, sulla facilità di tenere i denti puliti (e, quindi, sani) e, di conseguenza, sulla facilità o meno di conservare efficienti nel tempo le protesi applicate in bocca.

Quando vedete quindi il vostro dentista con “strani binocoli” o, magari, che guarda nella vostra bocca col microscopio, ricordatevi che sta facendo tutto questo per garantirvi un lavoro valido, bello e durevole, perché (come dico sempre) in odontoiatria davvero LE DIMENSIONI CONTANO!

Buona settimana a tutti.

 

 

 

 

Attilio Venerucci

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