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Attualità | 17 luglio 2018, 13:48

Attriti tra albergatori finalesi sull'imposta di soggiorno

Più "possibilista" l'Unione Provinciale Albergatori (UPA), invece "linea dura" da parte di Federalberghi e albergatori indipendenti. Ma in generale la "tourist card" non convince

Attriti tra albergatori finalesi sull'imposta di soggiorno

Posizioni diverse tra associazioni di albergatori finalesi sul tema dell’imposta di soggiorno e della tourist card. Come è noto a Finale Ligure sono rappresentate tre diverse realtà associative: l’Unione Provinciale Albergatori (UPA) guidata da Marco Marchese, la Federalberghi di Michela Rosselli e gli albergatori indipendenti (cioè non affiliati a nessuna di queste due associazioni di categoria) con a capo Giovanni Argento.

Delle posizioni di Federalberghi abbiamo ampiamente parlato su Savonanews (leggi QUI e QUI), mentre gli altri due gruppi sembra che stiano faticando per trovare un accordo.

Commenta Marco Marchese (presidente Unione Albergatori di Finale Ligure e Varigotti): “Non si può negare che le trattative tra albergatori e comuni condotte tra maggio e ottobre dello scorso anno abbiano portato ad attriti forti e al rischio di rottura tra gli imprenditori e le varie amministrazioni comunali, ma mi sento di dire che allo stato attuale delle cose si sia trovato un accettabile compromesso, con un’imposta di soggiorno tra le più basse in tutta l’Italia e un periodo di applicazione per il turista limitato a soli cinque giorni.

Sulla scia del cambio di rotta di Alassio tutti noi avevamo chiesto nei vari comuni di sospendere l’imposta di soggiorno almeno per il 2018, in modo da non doverci trovare a gestire le cose troppo di fretta, prova ne è che la tourist card è arrivata tardi, quando la stagione ormai era avviata, e siamo costretti ad ammettere che si tratta di una card ‘monca’ in quanto carente su due aspetti promozionali importanti, la mobilità con i mezzi pubblici e i parcheggi, che senza dubbio sono tra quelli più richiesti dal turista. Ma anche da questo punto di vista il Comune di Finale ha saputo venirci incontro: partirà infatti in questi giorni un servizio navetta verso i vari parcheggi più periferici del Finalese, siano essi al Borgo o a Finalpia, che sarà finanziato proprio con i proventi dell’imposta. Inoltre si tende a dimenticare che le offerte della card sono valide a livello provinciale tra tutti i comuni che hanno aderito all’imposta, per cui come UPA abbiamo deciso di accettare e adottare questa tessera che offre varie promozioni al turista”.

Conclude Marchese: “Il problema in realtà è a monte, nel senso che da anni gli operatori nel settore del turismo sottolineano che a livello di amministrazioni comunali, di regione e di governo centrale di Roma bisognerebbe investire di più sul turismo, visto che i nostri competitor internazionali sul fronte della promozione e dei servizi offerti stanno facendo politiche molto aggressive. Dal momento che ciò non è stato possibile fino a oggi, in mancanza di meglio accettiamo che ciò avvenga tramite l’imposta di soggiorno. Per questo come Unione Albergatori di Finale e Varigotti abbiamo già molteplici progetti da effettuare con i proventi che saranno disponibili da novembre: potenzieremo la visibilità su internet in nome di una maggior presenza internazionale e rinnoveremo la depliantistica per i nostri Iat, visto che l’ultimo materiale risale ormai a 15 anni fa e abbiamo sempre meno scorte da dare ai turisti. Punteremo a un rinnovo dell’immagine in generale, con nuovi loghi e nuovi simboli che facciano breccia a livello internazionale.

Capisco infine che altri rappresentanti degli albergatori abbiano espresso malumori, soprattutto in virtù del fatto che la stagione non è partita con il piede giusto e questo non è un problema di Finale Ligure o di comprensorio ma diffuso a livello provinciale: i numeri registrano una flessione e fa sempre paura introdurre una nuova imposta in un momento turistico difficile. Ma è proprio nei momenti di crisi che bisogna osare e investire di più per avere un rilancio”.

Replica Giovanni Argento (presidente albergatori indipendenti): “Finale Ligure allo stato attuale vede gli indipendenti (45 strutture ricettive, 90% delle quali rappresentate da alberghi, con tutta la forza lavoro annessa, da 4 stelle a una stella) che hanno chiesto al sindaco la sospensione della tassa. La card è stata approntata in ritardo, quando ormai la stagione era già partita e ciò significa che alcuni turisti hanno già pagato l’imposta senza avere alcun servizio. Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno si tratta di soldi che potranno essere spesi solo da dicembre 2018. Quindi siamo di fronte a un’imposta inutile, ad una card inutile, per questo motivo noi indipendenti per protesta non ritiriamo la card anche se, non potendo al momento fare diversamente, stiamo facendo pagare l’imposta. Ci auguriamo che il governo di Roma la elimini, altrimenti saremo costretti ad attivarci come soggetto giuridico per discuterne la sospensione nelle sedi più appropriate”.

Prosegue Argento: “Noi stiamo portando avanti il nostro percorso e non intendo assolutamente entrare nel merito delle scelte comunali e provinciali messe in atto dall’UPA o da Federalberghi. L’unica cosa che posso dire è che mi è dispiaciuto vedere un’Unione Albergatori un po’ troppo appiattita sulle posizioni dell’amministrazione di Finale Ligure.

La card è stata distribuita ieri e riteniamo che sia deludente. A che servono convenzioni con tipologie di servizi che già vendevamo abbondantemente prima? Sarebbe stato più utile offrire, ad esempio, un carnet di biglietti gratuiti TPL per garantire mobilità al turista su tutta la provincia usufruendo dei mezzi pubblici o, alle varie strutture alberghiere, dei servizi legati a parcheggi riservati per semplificare gli spostamenti ai turisti che sono arrivati in automobile.

Per quanto riguarda i dati sulle affluenze dell’Osservatorio Regionale Ligure, quelli di giugno non sono ancora stati divulgati in via ufficiale, per cui mi domando: l’assessore Casanova (leggi QUI) dove ha preso dei numeri così ottimistici?”

Alberto Sgarlato

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