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Cronaca | 18 luglio 2018, 10:23

Giovane pretende di non pagare la cena consumata: la rabbia di un ristoratore alassino

“Alla fine è scappato. Nei prossimi giorni farò denuncia. Non lascio più perdere. Voglio rispetto per me e per chi lavora al mio fianco” spiega il ristoratore.

Giovane pretende di non pagare la cena consumata: la rabbia di un ristoratore alassino

Una calda serata estiva, i turisti che affollano la Riviera e qualcuno che pensa di fare il furbetto.

Non è certo raro, purtroppo, per chi ha un ristorante servire il pasto a persone che poi cercano di scappare senza pagare il conto. A volte ci riescono, altre volte vengono fermati dai titolari dei locali e spesso, a quel punto, mettono mano al portafoglio, magari chiedendo scusa cercando di evitarsi conseguenze peggiori.

Altre volte, come è accaduto in un locale alassino ci si trova però di fronte a giovani arroganti che tentano dapprima di “imbrogliare” il titolare anche con una certa arroganza, infine, si danno alla fuga senza pagare il conto.

Racconta il gestore del noto locale nel centro di Alassio: “Credo che sia ora di lasciare perdere il lasciar perdere, di lasciar passare, un ragazzo di vent'anni che si siede al ristorante senza soldi (probabilmente vede che non riesce ad andarsene e quindi dichiara al momento di pagare di non averne) e poi pretende di portarti i soldi lunedì, senza documenti in tasca, sconosciuto, fra l'altro con una strafottenza senza pari, mentre chiami le forze dell'ordine per farlo identificare ti insulta e scappa, rincorso e raggiunto (quest'anno sono in forma) all'altezza del Caffè Roma, bloccato con l'aiuto di alcuni amici che ringrazio". 

"Andrò a denunciarlo, se no lo faranno sempre, voglio che quando e se ci riproverà abbia un precedente, o una segnalazione o quel che prevede la legge, voglio che queste persone che vengono qui senza un soldo con la chiara intenzione di approfittarsi della confusione per delinquere o perlomeno di sfruttare il caos per non pagare il nostro lavoro credendosi più furbi di chi lavora tutto il giorno come i ragazzi del mio Staff vedano che ci ribelliamo, che ci alziamo e li rincorriamo fino ad Amsterdam se necessario, che non cadiamo nelle provocazioni e agli insulti presi mentre aspettiamo le forze dell'ordine, credo che dovremmo farlo tutti ogni volta che possiamo, devono capire che non lasciamo perdere che non è terra di conquista. Io non lascio più perdere, lavoro e voglio rispetto, per me, per chi lavora al mio fianco e anche per i miei colleghi". 

Mara Cacace

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