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Attualità | 20 luglio 2018, 16:48

Area di Crisi industriale complessa Savona. Pasa (Cgil): “Siamo in fortissimo ritardo”

Pasa "Dare informazioni tecnico – amministrative alle imprese sfruttando le professionalità territoriali è fondamentale"

Area di Crisi industriale complessa Savona. Pasa (Cgil): “Siamo in fortissimo ritardo”

Nei prossimi 50 giorni si gioca gran parte del futuro economico e occupazionale del territorio savonese. Dare informazioni tecnico – amministrative alle imprese sfruttando le professionalità territoriali è fondamentale ed effettuare una regia territoriale per il monitoraggio dell’iter dei Bandi sono le priorità individuate dalla Cgil savonese.

Per Andrea Pasa Segretario della Camera del LavoroSe non mettiamo a sistema le infrastrutture, (devono partire subito il casello di Bossarino, l’adeguamento della strada di scorrimento Vado – Quiliano e un investimento serio sulla rete ferroviaria almeno per le tratte Savona – Torino  e Alessandria – Savona che assorbirebbe il traffico delle merci e potrebbe essere utilizzato anche per il traffico passeggeri dalla Liguria al Piemonte e alla Lombardia), e le filiere (come quella che può nascere dalla sinergia tra la Piattaforma e le industrie di Vado Ligure, in primis la Bombardier a cui potrebbe essere data la manutenzione del materiale ferroviario e la produzione delle locomotive merci “diesel”, utilizzate proprio per lo spostamento delle merci da e per la Piattaforma e le infrastrutture già esistenti di Vado Ligure e Savona), ed infine la questione della “formazione” che dovrebbe essere utilizzata  come strumento principale per riqualificare e quindi ricollocare parte dei lavoratori attualmente disoccupati, per i giovani neo diplomati o laureti  e prevedendo percorsi formativi per lavoratori ultra quarantenni coinvolgendo anche il  Campus Universitario di Legino, quella savonese sarà una occasione persa”.

Oggi, pur essendo partito l’iter dei bandi nazionali (periodo 2 luglio – 17 settembre)  che rappresenta un passo molto importante per la realizzazione dell’Accordo di Programma, e  aver effettuato due incontri con Invitalia sul territorio, purtroppo manca ancora una “regia” territoriale che possa monitorare il complesso percorso di gestione del Programma, oltre ad un radicamento operativo sul territorio come richiesto fin dall’inizio dalle Organizzazioni Sindacali.

Il territorio, almeno fino ad ora, ha effettuato un importante lavoro di rilancio economico ed occupazionale, gettando le basi per la costruzione del Piano di Riqualificazione e Riconversione Industriale poi recepito in pochissimo tempo nell’Accordo di Programma con una dotazione di oltre  40 milioni di euro di finanziamenti pubblici, il tutto per nuovi insediamenti produttivi ambientalmente sostenibili e nuove infrastrutture per rendere la provincia più competitiva e quindi più appetibile per investimenti importanti.

Per Pasa “Abbiamo a disposizione un numero enorme di aree da riutilizzare, oltre 2 milioni di metri quadrati, specie su Vado e in Val Bormida, abbiamo risorse disponibili notevoli, solo su questo bando gli investimenti sono di oltre 1,5 milioni di euro che ne potranno generare altri 20 milioni; e poi c’è quello che partirà in autunno a cura della Regione, per gli investimenti sotto 1,5 milioni per altri 20. Ci sono poi 25 milioni per ammortizzatori e formazione e 140 milioni per le infrastrutture. Un’occasione irripetibile per il rilancio del territorio ma anche una leva che impedirà alla classe imprenditoriale di trovare alibi”.

L’area di crisi solo a Vado, anche in funzione dell’indotto e della piattaforma Maersk potrebbe creare nei prossimi anni migliaia di posti di lavoro; l’obbiettivo del sindacato è quello di intercettare molti di questi posti per quei lavoratori che la crisi ha espulso e che oggi hanno un’età anagrafica tra i  40 – 55 anni con enormi difficoltà a reinserirsi.

In base alla legge questi lavoratori vanno salvaguardati e sostenuti al pari dei giovani che ancora debbono entrare nel mercato del lavoro.  Per questo servono:  una cabina di regia da parte di Regione e Provincia, centri per l’impiego più forti rispetto ad oggi, percorsi formativi  per preparare le persone alle nuove possibili attività. I tempi sono stretti: entro il 17 settembre (scadenza dei Bandi Nazionali) è assolutamente necessario che il territorio faccia uno sforzo in più, altrimenti tutto sarà vano.

cs

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