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Attualità | 21 luglio 2018, 07:50

Commozione e applausi al Giuramento della Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo

Questa importante realtà formativa, presente a Cairo dal 1954, è stata intitolata nel 2012 ad Andrea Schivo, agente di custodia che morì in un campo di concentramento per aver difeso alcune famiglie ebree

Commozione e applausi al Giuramento della Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo

Giubilo e tanti applausi. Ieri pomeriggio alla presenza di una folta platea, si è tenuto in piazza della Vittoria a Cairo Montenotte la Cerimonia di Giuramento collettivo degli Agenti di Polizia Penitenziaria che hanno concluso il 173° corso. 

Gli agenti che hanno giurato nella giornata di ieri, costituiscono una parte del 173° corso di formazione dislocato in altre sette scuole situate sul territorio nazionale, impegnate anch'esse nello stesso giorno per la cerimonia di giuramento. 

Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili, religiose e militari della provincia di Savona e il quadro docenti per la formazione degli agenti. Presenti anche la Banda musicale della Città di Cairo Montenotte, i Labari delle Associazioni combattentistiche e d’arma e i gonfaloni dell’Associazione Nazionale della Polizia Penitenziaria, della Città di Cairo Montenotte e della Città di Savona, decorato con medaglia d’oro al valor militare. 

Il corso per Agenti è durato sei mesi. Oltre agli strumenti teorici e pratici per lo svolgimento dei compiti istituzionali del Corpo, gli allievi hanno acquisito l'idoneità all’uso delle armi e al servizio, la conoscenza della materia penale e processuale penale e l'ordimento penitenziario. Inoltre, gli istruttori hanno fornito il metodo globale di autodifesa e addestramento formale, le conoscenze tecniche in materia di comunicazione e gestione dello stress e gli elementi di psico-sociologia della devianza. 

La scuola penitenziaria di Cairo Montenotte è attiva dal 1954. La struttura è stata intitolata nel 2012 alla memoria di Andrea Schivo, agente di custodia in servizio presso il carcere di San Vittore durante l’occupazione nazifascista. Assegnato alla sezione dei detenuti ebrei gestita dalle SS, Schivo mori in un campo di concentramento per aver protetto e assistito delle famiglie ebree.

Graziano De Valle

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