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Al direttore | 27 luglio 2018, 17:20

62° anniversario del naufragio del transatlantico Andrea Doria

Il ricordo di Simona Bellone, presidente di caARTEiv

62° anniversario del naufragio del transatlantico Andrea Doria

In ricordo dello stupendo transatlantico Andrea Doria

Siamo in pieno periodo estivo e nonostante la crisi economica, sono protagoniste grandi navi che solcano i mari della terra, con passeggeri desiderosi di abbracciare terre lontane e svagare i pensieri oltre i confini della propria quotidianità, per regalarsi una parentesi di leggiadra avventura.

Il pensiero ripercorre la storia e non può non soffermarsi ad elogiare i grandi transatlantici che hanno tracciato tasselli memorabili d’epoca, come il rinomato Andrea Doria che proprio ieri ha tristemente annoverato il 62° anniversario della propria dipartita.

La sua navigazione fu varata nel 1951 dal cantiere genovese Ansaldo di Sestri Ponente, e il suo nome fu un omaggio al celebre ammiraglio Andrea Doria del XV secolo.

Le sue fattezze erano un baluardo di stile ed arte denominato “Italian Style”, progettata per rispetto di ogni classe di passeggeri, con ogni comfort, in osservanza anche per il lavoro dell’equipaggio.

Purtroppo ebbe vita breve, perché speronata dalla nave svedese Stockholm lungo le rive di New York, si immerse nei fondali e ancor oggi il suo relitto è arenato in una profondità di 75 metri.

Rappresentava un orgoglio italiano, con i suoi 11 ponti e una capienza di 1241 passeggeri, ma dovette soccombere per ingrata sorte causata oltre all’importante traffico portuale, anche alla preponderante nebbia, e per fortuna le vittime furono limitate a 46 anime, grazie al Comandante Piero Calamai  e all’equipaggio, i quali salpando da Genova erano approdati in rotta verso gli U.S.A.

Struggente è il ricordo del  Capitano di Lungo Corso, Guido  Badano  che ricorda  ancora oggi il suo comandante, Piero Calamai, in questo modo: “Ufficiale brillante ed ambizioso, fin timido nei rapporti personali, un gentiluomo moderno, semplice ed umano con tutti, preciso, prudente, con un tratto signorile con i passeggeri e soprattutto con un grande senso del dovere!”

Rileggendo un articolo che elogiò l’ “Andrea Doria” stupendo transatlantico e il suo Comandante Piero Calamai, ed analizzò l’evento disastroso fino ai minimi particolari in un articolo di “ARTE NAVALE” del dicembre 2012, (fornitomi dall’esperto ricercatore e pubblicista di Storia Aeronautica e Marina, Giorgio Viola di Maranello), espongo anche alcune belle foto che ricordano la bella epoque navale, vanto della marina italiana, ed il suo epilogo immortalato nella celeberrima “Domenica del Corriere” del 5 agosto del 1956.  

Simona Bellone

Pres. caARTEiv 

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