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Attualità | venerdì 10 agosto 2018, 19:15

Riemerge dal passato la storia dei "produttori di tarocchi" di Finalborgo

Tutto è scaturito dalle ricerche fatte per organizzare "La Notte dei Tarocchi" che si terrà il 13 agosto prossimo

L'immagine realizzata dal "Studio Burton" di Finalborgo per "La Notte dei Tarocchi"

La “Notte dei Tarocchi”, evento finalese nato dalla creatività di Silla Vitulano e realizzato dall’Associazione Finalborgo.it, varato con la volontà di riscoprire con approccio scientifico la nobile arte della “divinazione” (leggi QUI), sta letteralmente riportando alla luce alcuni tra i fatti più affascinanti nella storia di Finalborgo.

A raccontarci questa trama avvincente è Manuela Saccone, responsabile delle attività didattiche del Museo Archeologico del Finale, che ci spiega: “Siamo nel 1600, quando in tutto il Finalese lavorano diverse cartiere che comprano stracci dal Piemonte e li trasformano in carta. Nel 1602 l’ultimo dei Marchesi Del Carretto muore senza eredi e lascia tutte le sue terre alla Spagna. Le cartiere locali vedono negli spagnoli un’opportunità finanziaria: da una parte i soldati e i marinai si rivelano grandi giocatori di carte per ingannare il tempo; dall’altra si moltiplicano in zona le osterie e le taverne che ospitano e sfamano gli spagnoli giunti in massa, e proprio in questi luoghi di ritrovo si gioca a carte. Così molte cartiere finalesi si specializzano nella produzione di carte da gioco.

Tra queste ditte spicca quella fondata dalla Famiglia Solesio: essi infatti vengono persino nominati dai Re di Spagna come “Maestri di Carte”, realizzano per la casa reale i “tarocchi di Marsiglia” e, in omaggio al rapporto stabilito con i Reali, il Re e la Regina delle carte Solesio riproducono ritratti ispirati a Isabella di Castiglia e suo marito. Sulla scia di questo successo commerciale, persino produttori francesi arrivano a produrre nel Finalese, trovando terreno fertile e una tassazione più bassa. Certo, negli anni cambiano tante cose, i Solesio si spostano poi a Genova dove continuano a fabbricare carte fino al 1971. Questo traguardo fa di casa Solesio la produzione italiana di carte più longeva: nei suoi stabilimenti si producono i Tarocchi di Marsiglia, le caratteristiche “Minchiate” fiorentine e le carte cosiddette “da divinazione” o “da ars divinatoria”. Purtroppo il fenomeno va a scemare e già nel 1822 tra Finalborgo e Finalmarina sono diminuite da dieci a quattro le aziende specializzate nella produzione carte da gioco. Tuttavia, dal ‘600 al primo ‘800 si registra una grande produzione, che per oltre 200 anni ha fatto del Finalese, e in particolare proprio di Finalborgo, un po’ ‘la patria’ delle carte da gioco di vario tipo, tarocchi compresi”.

Sulla “Notte dei Tarocchi”, che si svolgerà il 13 agosto prossimo, commenta ancora Manuela Saccone: “L’iniziativa alla base del progetto è molto valida. Oggi infatti i tarocchi non sono più visti come “lettura del futuro”, concetto al quale nessuno crede più, ma il tutto è esaminato con un approccio psicoanalitico: gli “Arcani Maggiori” riflettono gli “Archetipi Junghiani”, quindi, secondo Jung, sollevare una carta non dà mai vita a un caso ma semmai allo sprigionamento di un flusso di energia che ci dà la possibilità di leggere l’inconscio individuale e, secondo la teoria della sincronicità, l’inconscio collettivo; cioè quel qualcosa che, secondo Jung, ci collega tutti. La serata di Finalborgo sarà un bel modo per eliminare i pregiudizi e far luce sulla storia dell’arte della divinazione”.

Non solo: ricordiamo che sono trascorsi poco più di dieci anni da quando, a dicembre del 2007, il Complesso di Santa Caterina aveva ospitato la mostra dal titolo “A todos Alumbra”, realizzata da Maria Bellezza e dedicata proprio alla produzione Solesio nel XVIII e XIX Secolo. “A todos Alumbra” era il motto della famiglia Solesio, che veniva impresso su tutte le carte che uscivano da questa azienda. Maria Bellezza, lo ricordiamo, è una degli ultimi discendenti proprio di questo “casato” di produttori di carte.  

L’Associazione Finalborgo.it conclude con una considerazione: “Questa Notte dei Tarocchi rappresenta per noi un anno zero, verso un nuovo percorso di crescita e di approfondimento che ci consentirà di tornare a valorizzare un altro aspetto importante della storia, della cultura e delle tradizioni del Borgo, quello legato alle carte”.

Alberto Sgarlato

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