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Sanità | domenica 12 agosto 2018, 10:46

Il dentista visto dal paziente, come appare e cosa rappresenta

A scuola sentivo dire dai miei compagni che andare dai dentisti era orribile e molti ne avevano il terrore (soprattutto quelli che non ci erano mai andati e basavano la propria opinione sul “sentito dire”)!

Cari lettori di Savona news, per salutarvi e darvi appuntamento a settembre vi propongo un articolo un po’ diverso, così diverso che… non lo ho nemmeno scritto io ma uno di voi (si, un paziente, anche se un po’ “speciale”). Si tratta del racconto dell’ esperienza dal dentista, scritta da un ragazzino di 13 anni (che, incidentalmente, è mio figlio…). Buona lettura e buone vacanze!

 

Salve lettori e lettrici di Savonanews.it, oggi non sarà il dentista a spiegarvi qualcosa sul suo lavoro, ma il paziente a raccontarvi le sue impressioni.

Io, fin da quando ero piccolo, ho sempre fatto le visite di controllo dal dottor Attilio Venerucci (che è mio padre), anche se, forse grazie alle pastiglie di fluoro prese prima da mia mamma e poi da me, i miei denti erano sani…

A scuola sentivo dire dai miei compagni che andare dai dentisti era orribile e molti ne avevano il terrore (soprattutto quelli che non ci erano mai andati e basavano la propria opinione sul “sentito dire”)!

A me questo timore sembrava strano; quando andavo alle visite ero sempre ben accolto e nessuno mi ha mai “fatto male”, anzi quando uscivo avevo i denti perfetti e bianchissimi ed ero super felice, anche perché, facendo le fluorizzazioni, le sigillature e tutti i trattamenti di pulizia, finora non ho mai avuto una carie.

Quando ho cominciato a crescere però mi hanno dovuto mettere l’apparecchio “intercettivo” perché avevo quasi tutti i denti da grande storti. In quella occasione ho anche dovuto estrarre prima del tempo i canini da latte, ma con la crema “magica” alla fragola (che poi ho scoperto è un pre-anestetico) non sentivo neanche il fastidio dell’anestesia…

Poi, a 11 anni, ho iniziato la nuova cura ortodontica.

Dato che mio papà si occupa di molte specialità odontoiatriche ma non di ortodonzia (perché dice che per farla bene occorre fare molti corsi specifici o la specialità in università) l’apparecchi a me l’ ha messo la dottoressa Lucia Perdoni che, oltre ad insegnare in Università a Torino, collabora in molti studi tra cui anche quello di mio padre.

Diciamo che non è una bella sensazione, soprattutto per i primi giorni, avere un cavo di ferro in bocca, però poi ci si abitua.

Io ho dovuto metterlo perché cominciavo ad avere una mandibola da terza classe e, per poter avere una masticazione normale, l’alternativa era aspettare di avere 20 anni e poi farmi operare

Adesso, piano piano, le cose vanno meglio; noto realmente che i miei denti sono più allineati di prima, ma c’è ancora molto da fare, e adesso che vi scrivo, sono proprio in studio dal dentista, che aspetto di fare il controllo prima di partire per le vacanze…

 

Gianta Venerucci

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