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Cronaca | 13 agosto 2018, 15:08

Chiedono la caparra e spariscono: la truffa della casa-vacanza a Finale Ligure

Ignari turisti versano un acconto e si ritrovano tutti insieme davanti a un portone ad aspettare un padrone di casa che non arriverà mai

Chiedono la caparra e spariscono: la truffa della casa-vacanza a Finale Ligure

Chiedono la caparra a ignari turisti per affittare una casa-vacanze che presumibilmente non esiste neppure. Dopodiché incassano e spariscono. Lo spiacevole episodio si è verificato a Finale Ligure.

La vicenda è stata raccontata a Savonanews da una famiglia proveniente dalla provincia di Torino, che ne riassume così le dinamiche: “Il 1° agosto guardando Internet abbiamo trovato un alloggio a finale ligure a 350 euro per la settimana dal 4 al 11. Contatto subito l'inserzionista e chiedo informazioni. L'annuncio, per rendere credibile il prezzo basso, riportava la dicitura di una necessità di immediato realizzo dopo una disdetta da parte di altri clienti. Una sorta quasi di last minute, insomma. La persona in questione (una donna che si presenta con un cognome molto diffuso nel Savonese) mi chiede un anticipo facendo un bonifico bancario e così il giorno seguente invio 200 euro di caparra. Mi offre un appuntamento per il sabato 4 alle 14 in Via Saccone n° 12 a Finale Ligure. Così io mia moglie e mia figlia di 7 anni, tutti entusiasti per la vacanza, ci rechiamo sul posto. Una volta arrivati all'appuntamento si avvicina un ragazzo chiedendoci se eravamo lì per la casa e noi, pensando che fosse il proprietario, contenti rispondiamo di si.... Ma il giovane replica che anche lui e la sua famiglia erano lì per lo stesso alloggio. Dopo alcuni minuti arrivarono altre 10 famiglie per lo stesso alloggio,la stessa ora e la stessa settimana. Mia figlia scoppia a piangere per le ferie saltate. Logicamente tutti noi ci siamo recati dai carabinieri per la denuncia. Una bella truffa in piena regola per chi lavora per tutto l'anno e aspetta questo periodo per rilassarsi qualche giorno”.

Ci racconta ancora il capofamiglia: “Sono una persona attenta e scrupolosa nelle mie transazioni e da oltre vent’anni vengo in vacanza in Liguria senza che mi fosse mai successo nulla di simile. Risalendo all’IBAN di questa persona ho scoperto che fa capo a un conto su una filiale di Milano di un gruppo bancario. Ho parlato con il direttore della banca che mi ha confermato alcuni movimenti anomali sul conto di questa persona, con forte afflusso di bonifici nel giro di pochi giorni”.

Concludono i protagonisti della vicenda: “Alla fine ci siamo trovati a solidarizzare e persino a sorridere della vicenda con le altre famiglie truffate come noi. Alcune di queste persone avevano con sé bambini, altre accudivano parenti disabili e altre ancora avevano portato in auto scorte di prodotti deperibili che rischiavano di essere danneggiati dal caldo e inservibili.

In tutto questo vogliamo dire grazie ai carabinieri di Finale Ligure che ci hanno accolto in modo cordiale e quasi paterno, con disponibilità e spirito di collaborazione. Purtroppo ciò che brucia veramente non è nemmeno il valore monetario dei 200 euro di caparra, ma la delusione di una vacanza in famiglia rovinata”.

Raccogliendo testimonianze nel quartiere, pare che non sia la prima volta che nel Finalese si verifichino episodi di questo tipo. Inoltre pare che non tutti abbiano versato la caparra attraverso IBAN ma in alcuni casi mediante Postepay. Per cui resta solo da sperare che incrociando i dati del conto bancario e di quello postale i carabinieri riescano a risalire all’identità di questa truffatrice e a metterla in condizione di non nuocere più.

Alberto Sgarlato

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