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Cronaca | 14 agosto 2018, 13:17

Crolla il "ponte Brooklyn" di Genova, la testimonianza: "Un disastro terribile"

Maggi: “Ho chiamato tutti i miei parenti, gli amici e i colleghi, non nascondo la preoccupazione, io stesso del resto sono passato proprio sotto il ponte nel punto che è crollato circa 1 ora e 40 prima del disastro"

Crolla il "ponte Brooklyn" di Genova, la testimonianza: "Un disastro terribile"

La testimonianza di Simone Maggi giornalista della redazione di Sport Italia in diretta su Radio Onda Ligure 101 racconta quanto sta vivendo Genova in queste ore e quanto lui stesso che si trova a pochi metri da zona crollo sta vivendo.

“Quello che vedo proprio dalla finestra del mio ufficio o meglio quello che non vedo più è proprio un pezzo del ponte Morandi, conosciuto da tutti come il ponte di  Brooklyn.  Si parla già di diversi morti determinati sia dalle persone che probabilmente transitavano in quel momento sul ponte sia quelle che passavano sotto.” afferma Simone Maggi.

Questo ponte era particolarmente importante per l’urbanistica di Genova ed era molto trafficato. Collegava il Ponente con  Genova Ovest e chiunque volesse raggiungere il cuore della città era costretto a percorrerlo. La parte del ponte crollata attraversa una zona molto popolosa e trafficata. Per capirci si tratta del primo tratto del ponte venendo dal Ponente, quello che si trova al di là del Polcevera dove c’è l’Ikea per capirci. Nel disastro credo che un aspetto positivo sia che una parte del ponte sia crollato nell’alveo del Polcevera, ma il traffico è sempre molto sostenuto in quella zona quindi credo che ci troviamo decisamente i fronte ad una tragedia” spiega.

Nel frattempo impazzano i messaggi e le chiamate tra tutti coloro che sono nella zona o che hanno amici e parenti a Genova e che temono che sotto le macerie ci possano essere i loro cari.

Afferma Maggi: “Ho chiamato tutti i miei parenti, gli amici e i colleghi, non nascondo la preoccupazione, io stesso del resto sono passato proprio sotto il ponte nel punto che è crollato circa 1ora e 40 prima del disastro.

Naturalmente ancora impossibile determinare le cause del crollo sebbene tra i genovesi in molti stanno notando come tra i problemi del ponte fosse quello di trovarsi proprio in una valle in prossimità del mare e quindi con gli effetti che il salino ha sulle strutture.

Anche Simone Maggi sottolinea: “Tutti sanno che il ponte era spesso soggetto ad interventi di manutenzione, ma determinare le cause del crollo ora credo sia impossibile. Pioveva molto forte già da oltre un’ora e c’erano allagamenti e disagi di ogni tipo a Genova. Il crollo rappresenta una immensa ferita per la nostra città,  difficilmente sarà rimarginabile e non certo in tempi brevi”.

Conclude Maggi con il sottofondo di sirene di ambulanze ed elicotteri: “Un giorno davvero drammatico per tutta la Liguria”.

Nel frattempo gli ospedali anche del ponente ligure (Pietra Ligure e Savona) sono stati allertati e le squadre si volontari e medici stanno partendo da tutta la Liguria per andare a dare un supporto a Genova.

A livello logistico probabilmente le ripercussioni saranno a lungo termine ed anche nei prossimi mesi ci saranno conseguenze davvero impressionanti per Genova.

Mara Cacace

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