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Attualità | giovedì 16 agosto 2018, 17:45

I volontari della Croce Bianca di Albenga in partenza per Genova. Ardoino: “Ieri ero là, sconvolgente”

“Io sono nonno e vedere quanto accaduto e pensare alle vittime è sconvolgente. Ci siamo messi subito a disposizione, ora c’è bisogno di aiuto per gli sfollati e chi sta ancora scavando a mani nude tra le macerie” afferma Dino.

I volontari della Croce Bianca di Albenga in partenza per Genova. Ardoino: “Ieri ero là, sconvolgente”

Anche i volontari della Croce Bianca di Albenga sono in partenza per Genova. Dopo un sopralluogo di ieri del Presidente Dino Ardoino domani partiranno alcuni volontari che si occuperanno in prevalenza dell’assistenza agli sfollati ed ai volontari che in queste ore continuano a scavare tra le macerie.

Afferma Dino Ardoino: “Io sono nonno e quello scenario devo dire che ti prende il cuore. Penso alle vittime e alle loro famiglie, ma anche agli sfollati e tutti i soccorritori che in queste ore stanno scavando tra le macerie”.

Lo scenario che si presenta davanti agli occhi è drammatico anche per chi di disastri e calamità ne ha viste tante.

Alluvioni, terremoti, ma forse il crollo del ponte Morandi, per alcuni versi è ancora più sconvolgente, vuoi per i detriti di grandi dimensioni difficili da spostare, vuoi per il timore che altre parti del viadotto possano crollare o vuoi magari per la domanda che in molti si stanno ponendo: “Si poteva fare qualcosa? Di chi è la colpa?”.

“A differenza che nei terremoti – afferma Dino – qui le macerie sono composte da blocchi enormi. La speranza è che qualcuno possa ancora essere intrappolato tra gli immensi blocchi e possa essere ancora vivo.”

La Croce Bianca di Albenga si è messa a disposizione da subito, e il supporto che da domani porteranno i volontari in partenza è prevalentemente logistico.

Conclude Dino: “Ci occuperemo della cucina, daremo da mangiare nella tenda che abbiamo allestito a tutti i volontari, ai vigili del fuoco che a mani nude stanno scavando tra le macerie. Ho visto i loro occhi ieri, le loro mani, le stesse con le quali dopo aver mangiato velocemente un panino si rimettono al lavoro. Credo che in situazioni come queste si riesca a percepire l’importanza del volontariato in Italia”.

Mara Cacace

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