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Val Bormida | 13 settembre 2018, 19:19

Millesimo: alle stampe la seconda edizione de "I carrettieri nella storia di Genova"

L'iniziativa ha il patrocinio del comune di Millesimo

Millesimo: alle stampe la seconda edizione de "I carrettieri nella storia di Genova"

Una storia antica, ricostruita e rivissuta attraverso le voci dei protagonisti, le testimonianze dirette, i documenti originali dell’epoca e le fotografie (rarissime) di un tempo lontano, ma in realtà tassello fondante dell’economia moderna. “I carrettieri nella storia di Genova. Ruote zoccoli e schiocchi di frusta” di Eva Franich (con la consulenza di Egisto Venturini), edito dalla casa editrice Sorbello nel 2002, rappresenta una vera e propria “Bibbia” del mondo dei trasporti nel dopoguerra, un unicum nel catalogo storico-letterario, tanto che poco dopo la sua prima edizione l’allora Provincia di Genova decise di allestire una mostra a tema negli “ex magazzini del sale” a Sampierdarena.

Ora la casa editrice millesimese ha deciso di dare alla stampe la seconda edizione che uscirà  con il patrocinio del comune di Millesimo. Fino ad una sessantina di anni fa quella del carrettiere è stata una figura fondamentale nella vita della città di Genova.

Le necessità di spostamenti di merci e persone, le attività richiedenti una potenza non compatibile con la muscolatura umana ed ancora non raggiunte dall'uso della meccanica, non potevano fare a meno del cavallo. Come sempre nella storia l'uomo ha usato le specie animali per i propri scopi; ma il rapporto tra uomo e animale non è stato, nel caso del carrettiere, un mero rapporto di sfruttamento: nella maggior parte dei casi si trattava di un rapporto solidale, addirittura paritario laddove l'uomo era capace di sopportare grandi disagi per poter garantire un buon trattamento ai propri animali. Protagonisti di quello che ancora oggi ricordano come il periodo fondamentale della loro vita, i carrettieri vivevano con i loro cavalli nello stesso stato di empatia che aveva portato i loro predecessori a studiare sempre più specifici accorgimenti sia nei finimenti che negli attacchi. Un ritorno al passato per comprende meglio un presente confuso e contorto. «Non c’è bisogno di avere cent’anni (ne bastano poco più di sessanta) per ricordare quando il mondo era diverso, quando l’aria cittadina era piena di richiami, di rumori secchi e improvvisi, sordi e continui, di schiocchi e di grida, del cadenzato battere di zoccoli sulle lastre di pietra e del sommesso girare di ruote cerchiate di ferro ‒ spiega nella lamentatio l’editore Luca Antonio Sorbello ‒ Odori e rumori sono stati soppiantati da altri odori ed altri rumori. Ma non è solo questo. Dopo secoli di faticosa, ma felice e soprattutto fruttuosa convivenza, con quanta fretta e noncuranza siamo corsi tra le braccia di un’amante più giovane, più alla moda, che correva più veloce verso il futuro incalzante, un’amante provvisoria che, tutto sommato, era possibile rottamare e rimpiazzare senza troppo rimpianto. Con quanto gioioso e dimentico entusiasmo abbiamo messo da parte i risparmi per comprare l’automobile; con quanta freddezza ed indifferenza abbiamo bandito il vecchio mondo persino dalla nostra memoria, senza nemmeno la superficiale delicatezza di un sentimentale ed ipocrita epitaffio».

“I carrettieri nella storia di Genova” vuole testimoniare e raccontare un mondo che sta svanendo dalla memoria collettiva e lo fa utilizzando una ricostruzione storica analitica e meticolosa, scevra da sovrastrutture, basata esclusivamente sulle testimonianze dirette dei protagonisti e su documenti originali. Una menzione a parte merita il ricchissimo comparto iconografico in grado di riprodurre fotografie d’epoca rarissime (molte appartenenti a collezioni private) la cui sola presenza basterebbe a giustificare la ristampa del libro.

cs

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