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Politica | giovedì 20 settembre 2018, 07:04

Savona, maggioranza spaccata, manca il numero legale sulla commissione su Ata

Il M5S lascia la commissione. La pratica passa in consiglio comunale con l'incognita del voto della Lega e del Gruppo Misto

Savona, maggioranza spaccata, manca il numero legale sulla commissione su Ata

Una prima commissione consiliare che si prospettava ricca di sorprese e così è stata. Dopo il rinvio di venerdì scorso deciso dalla Lega e da Emiliano Martino del punto dedicato al piano concordato di Ata, quest'oggi nella sala Giunta del comune di Savona a farne da padrone ancora i consiglieri leghisti e il gruppo misto (che nel frattempo in settimana ha visto aggiungere nelle proprie file Elda Olin e Simona Saccone) che hanno deciso di non partecipare alla seduta dando un segnale forte alla giunta Caprioglio.

Le motivazioni che hanno portato a questa scelta "spacca maggioranza" sono riconducibili alla contrarietà in merito alla decisione di privatizzare al 49% la municipalizzata comunale, l'assenza degli assessori leghisti alla seduta di giunta dello scorso 17 agosto che aveva trattato il provvedimento sul piano concordato per la continuità aziendale non consentendogli di potersi esprimere sul tema e infine il nuovo assetto dei gruppi consiliari, mutato nelle ultime ore.

Dopo la lettura del documento da parte del presidente della prima commissione Andrea Sotgiu, l'assessore alle partecipate e al ciclo dei rifiuti Silvano Montaldo ha illustrato tutto l'iter del piano concordatario, la situazione della discarica di Cima Montà e la costituzione di una Newco in cui saranno conferiti i servizi di spazzamento e raccolta, creando una gara di evidenza pubblica per il passaggio del 49% delle quote ad un soggetto con capacità tecnica, finanziaria e di settore per aiutare Ata.

"L'importo servirà a finanziare il concordato di Ata, la cessione della partecipazione ecologica, il parcheggio di via Saredo e le quote del Sacro Cuore" spiega l'assessore Montaldo.

"In questi anni si sono venute a creare difficoltà di natura gestoriale, si tratta di una società che ha fatto investimenti di natura sproporzionata per le proprie possibilità, bisognava intervenire prima hanno debiti per il 2012-2013 (11 milioni, 1 milione ai fornitori) e nel 2016 (19 milioni e 8.5 ai fornitori), chiaramente questo bilancio evidenzia una situazione fuori controllo - continua Montaldo -  La responsabilità va evidenziata anche in una relazione tecnica che è un documento sufficientemente complesso, se ci sono elementi di responsabilità vanno controllati e il documento sta per essere ultimato e affinato. Non possiamo condannare una società per quello che è successo in passato, va salvata”.

Dopo l'intervento della consigliere di "Noi per Savona" Daniela Pongiglione, ha preso la parola il consigliere del M5S Salvatore Diaspro prima di lasciare la commissione insieme a Milena Debenedetti: "È un problema di persone, la gestione è in un delirio totale. Chi ha preso le redini della società conosceva la situazione".

"È stato fatto un teatro politico e basta, noi siamo andati a casa ma non si parla degli errori del vecchio cda, ne stanno pagando tutti i cittadini con lo scempio che è presente in città" continua Barbara Pasquali, capogruppo Pd in consiglio comunale.

Dopo l'intervento del consigliere Marco Ravera di "Rete a sinistra", la votazione si è conclusa con un nulla di fatto, 8 voti contro 8 non facendo passare la pratica. 

La decisione comunque passerà in consiglio comunale con l'incognita del voto della Lega e del Gruppo Misto.

Luciano Parodi

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