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Cronaca | 15 ottobre 2018, 15:48

Il mistero dei colpi di proiettile a San Bernardino, sopra Finale Ligure

Alcuni testimoni sostengono che si potrebbe forse trattare di cacciatori abusivi, ma non risultano denunce alle forze dell'ordine

Il mistero dei colpi di proiettile a San Bernardino, sopra Finale Ligure

Una raffica di colpi di fucile, per la precisione una sequenza tra gli otto e i dieci spari. Questo è quanto è stato percepito, all’alba di oggi, dagli abitanti di San Bernardino, frazione di Finale Ligure. Le esplosioni sono state percepite fin sopra la Caprazoppa.

Ancora da chiarire le dinamiche della vicenda, anche se alcuni residenti affermano di avere visto almeno un paio di fuoristrada e un gruppo di quattro o cinque persone, presumibilmente cacciatori.

Tuttavia, nonostante il rumore sia stato udito da molteplici testimoni, alcuni dei quali anche oculari che affermano di aver visto cacciatori in movimento, al momento in cui scriviamo non risulta emessa alcuna denuncia alle forze dell’ordine.

Nel frattempo il dibattito del rischio proiettili vaganti si fa sempre più acceso a livello nazionale: è di oggi pomeriggio, infatti, una nota dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla che si riallaccia ancora una volta al recente episodio di Apricale e commenta: “Tre persone ferite, di cui una gravemente, in un solo giorno, ieri, e un cane di proprietà, ucciso nello spazio aperto di un cantiere il 10 ottobre scorso. Sono, in ordine di tempo, le ultime vittime “collaterali” della pratica venatoria nel nostro paese di cui parlano i media, dopo il colpo che è stato fatale, domenica 30 settembre, nell’imperiese, al giovane Nathan Labolani.

A costo di sembrare insistenti, perché in effetti l’indignazione ci rende tali, continuiamo a chiedere alle autorità competenti quantomeno la sospensione della caccia la domenica, il raddoppio delle distanze di sicurezza e procedure aggravate, ivi compresi adeguati controlli medici, per la concessione delle licenze per il porto d’armi a uso sportivo e venatorio”.

“Governo e Regioni – sottolinea Michela Vittoria Brambilla - non restino a guardare”.

A. Sg.

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