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Curiosità | 15 ottobre 2018, 08:00

Giornate Fai D'autunno: viaggio nei ricordi dell'ex carcere Sant'Agostino di Savona (FOTO e VIDEO)

Le celle, le sale comuni, la reclusione dei detenuti politici e Sandro Pertini: il weekend del Fai d'Autunno è stato dedicato alla visita dell'ex casa circondariale savonese

Giornate Fai D'autunno: viaggio nei ricordi dell'ex carcere Sant'Agostino di Savona (FOTO e VIDEO)

La voce dei volontari del Fai e il silenzio delle celle nelle pause delle accurate spiegazioni. Ci siamo immersi nella giornata di ieri nell'ex carcere Sant'Agostino di Savona in occasione del weekend organizzato dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) savonese dopo l'esperienza primaverile a Celle alle Colonie Bergamasche.

Nel pieno del centro savonese, in piazza Monticello, è presente l'ex casa circondariale, nato come convento nella seconda metà del Trecento per diventare nei primi anni dell’Ottocento un carcere giudiziario fino al 2016.  L'edificio stupisce la maggior parte dei cittadini accorsi in visita in questa due giorni: molti non ne conoscevano l'esistenza, sono increduli del fatto che a due passi dal caos cittadino sia stata presente una struttura di detenzione, altri si immergono nei racconti pensando di essere in un vero e proprio "Miglio verde" cinematografico.

Dopo aver ammirato le foto della mostra curata dagli studenti di Scienze della Comunicazione e Digital Humanities, all'ingresso principale, nel quale i detenuti arrivavano poco dopo l'arresto, venivano prima di tutto perquisiti e poi gli veniva assegnata la cella. La stanza dei colloqui "stuzzica" l'immaginazione dei visitatori che sono incuriositi dal vetro semi oscurato dove avvenivano gli interrogatori e gli agenti penitenziari carpivano informazioni utili.

Spazio anche alle zone comuni come la biblioteca, l'aula scolastica, la sala ricreativa e la cappella dove i detenuti di varie estrazioni potevano esercitare la loro fede. Le celle, sei al piano terra e sei nel seminterrato, sono di modeste dimensioni, con poca luminosità e al cui interno potevano stazionare una quantità eccessiva di detenuti stipati in spazi strettissimi.

La vista del cielo azzurro nella zona dell' "ora d'aria" si scontra con il colore grigio delle alte mura. Ci viene letto un documento dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il più amato dagli italiani, che racconta l'ultima volta che ebbe la possibilità di vedere sua madre, Maria Muzio e avvenne proprio nel carcere savonese. Sì, anche lui è stato al Sant'Agostino, non solo il ladro acrobata, Renato Rinino, l'Arsenio Lupin della Riviera, diventato famoso in tutto il mondo per avere rubato alcuni gioielli della corona britannica nel 1994.

La zona sicuramente più emblematica riguarda proprio il savonese Pertini, relegato per ben 3 volte, forse 4, nel carcere, perché antifascista. L'attenzione si fa sempre più alta, nessuno fa domande, è un momento di totale ascolto, la storia della città Medaglia d'oro alla Resistenza parla da sola.

Nel '22, nel '25 e nel '41 il futuro settimo Presidente della Repubblica fu incarcerato e torturato a Savona all'interno della casa circondariale, in un'area dedicata proprio ai detenuti politici contrari al regime. Con lui anche Ferruccio Parri, partigiano, che diventò poi il primo presidente del Consiglio e il socialista Carlo Rosselli, ucciso nel '37 in Francia. Tutti e tre insieme nel Processo di Savona nel Tribunale a Palazzo Santa Chiara nel 1927, l'ultimo prima delle Leggi Fascistissime.

Alla sezione delle loro celle si accede tramite porte molto basse e in un'area angusta, una scala stretta e pericolante porta a un antro buio e raggelante.

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio e ai visitatori viene chiesto, scrivendolo su un foglio anonimo, come vorrebbero venisse sfruttato l'ex carcere per una futura riqualificazione. Dal 2017 è gestito dall’Agenzia del Demanio che in accordo con l’amministrazione comunale sta delineando i futuri scenari di sviluppo dello storico edificio.

I cittadini hanno risposto presente affollando il Sant'Agostino, un altro successo per il Fai. E un momento di estremo ricordo immersi nella storia di una parte di Savona, sconosciuta a molti.

Luciano Parodi

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