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Cronaca | 18 ottobre 2018, 10:49

Denunciato il bagnino piromane: appiccava incendi con ancora indosso la maglietta di salvataggio (FOTO e VIDEO)

I Carabinieri avevano già tratto in arresto un altro piromane, Sergio Merialdo, ma per l'incendio del 20 settembre era stato notato un innesco diverso. Da qui le indagini che hanno portato ad individuare il responsabile.

Denunciato il bagnino piromane: appiccava incendi con ancora indosso la maglietta di salvataggio (FOTO e VIDEO)

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Savona e del Gruppo Forestale di Savona hanno denunciato in stato di libertà un 35enne spotornese per il reato di incendio boschivo.

L'attività d'indagine era partita dal primo evento segnalato, avvenuto in data 13 settembre, quando nel pomeriggio si erano propagate le fiamme nella Regione Groppino del Comune di Noli. Da subito la presenza di più focolai aveva fatto intuire non potesse trattarsi di fatti accidentali: si pensi che il solo giorno 13 sono stati contati otto diversi punti di innesco.

Nei giorni seguenti, in data 17, 19 e 20 settembre sono state colpite rispettivamente la Pineta di Spotorno, località Ganduglia a Noli e Via dei Pini a Spotorno.

L'allarme creato da questi incendi è stato massimo, infatti, la presenza di molteplici punti di innesco, la loro dislocazione in zone non facilmente accessibili, la vegetazione di conifere e la prossimità con l'abitato hanno motivato un consistente impiego di risorse di uomini e mezzi dei diversi reparti dell'Arma.

Il primo risultato investigativo, il 22 settembre scorso, aveva portato all'arresto di Sergio Merialdo negli istanti immediatamente successivi all'accensione di un incendio in via dei Pini a Spotorno.

Ricostruendo i singoli incendi per risalire alle responsabilità di Merialdo, al quale sono stati contestati molteplici episodi, è stato inoltre osservato che il 20 settembre erano stati utilizzati un modus operandi ed un innesco differenti. Per questo motivo l'ipotesi che quell'incendio fosse da ricondurre all'azione di un altro soggetto.

In particolare mentre Sergio Merialdo agiva nel tardo pomeriggio,  il 35enne spotornese - all'ora di pranzo e mentre Merialdo entrava all’interno del bosco per appiccare le fiamme - rimaneva quasi sulla strada.

Con la dovuta riservatezza e scrupolosità è proseguita l'attività di ricerca e di ricostruzione attraverso un'intensa attività informativa sul territorio ed una capillare ricerca di immagini di videosorveglianza, sia pubbliche che private.

Proprio grazie ad un meticoloso ed approfondito lavoro di squadra tra i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Savona, dei colleghi delle Stazioni di Noli, Spotorno e Forestale di Vado Ligure e grazie all'attenta osservazione dei filmati acquisiti (nei quali si era notato che il piromane nell'atto di appiccare l'incendio aveva indosso la maglietta di salvataggio da bagnino) si è giunti ad una svolta riuscendo a far si che quell'intuizione si trasformasse in un nome ed un volto a cui attribuire la responsabilità dell'incendio del 20 settembre.

Il 35enne di Spotorno durante la perquisizione, dopo essere stato scoperto, ha cercato di spiegare il suo gesto adducendo come motivazione che aveva appiccato le fiamme perché avrebbe voluto partecipare alle opere di spegnimento.

Da più parti era arrivata una richiesta di soluzione per questi incendi, sempre più frequenti e dalle conseguenze imprevedibili; infatti proprio fatti simili avevano comportato in quelle zone danni ingenti anche in termini di vite umane.

La stessa Regione Liguria, osservata l'elevata incidentalità e le condizioni ambientali favorevoli per la propagazione delle fiamme propria di quel periodo, aveva decretato "lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi".

Mara Cacace e Luciano Parodi

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