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Eventi | giovedì 08 novembre 2018, 12:03

La Storia è protagonista e viva al Falcone di Loano

Al via un ciclo di lezioni. Si parte il 12 novembre

La Storia è protagonista e viva al Falcone di Loano

“Strappi nel tessuto sociale: l’oblio”: questo è il progetto della scuola che ripercorre fatti e processi  storico- sociali con grande attenzione ai cambiamenti e alle ricadute sul vissuto degli individui. 

La conferenza del 12 novembre è la prima di un ciclo di lezioni: interverranno il Prof Pier Franco Quaglieni direttore del Centro culturale Pannunzio di Torino, accompagnato dal Colonnello dell’Aviazione Gianni Carbone, appartenente ai Lions Baia del Sole di Alassio. 

Il prof. Quaglieni, giornalista, storico, docente, saggista, Cavaliere di Gran Croce dell’ordine al merito della Repubblica, vincitore di prestigiosi premi e collaboratore alle riviste “Nuova antologia”, “Nord e Sud”, “Libro aperto”, terrà un incontro alle ore 9 su “Il soldato italiano e il suo sacrificio nella prima e nella seconda guerra mondiale”. Nel gruppo delle lezioni progettate per le classi quinte, il 28 novembre sarà ospite dell’istituto Falcone l’avv. Stefano Carrara Sutour con la conferenza  “Il pensiero e l’azione: i fratelli Rosselli”.Il 6 Dicembre interverrà il Prof Luigi Vassallo con una relazione “1968: l’anno degli studenti...ma non solo”.

Seguiranno da Gennaio gli apporti dell’ANPI con relatori testimoni per la Shoah e sulla storia locale del Novecento.Alle attività concorsuali degli studenti inerenti “Genova nel cuore”, Fiume, Shoah e Testimoni civili, seguiranno i contributi di storici e archivisti anche per classi quarte, con la memoria dei grandi velieri della marineria loanese del XIX secolo raccontata dal dott. S. Carrara e per le terze con il prof Riccardo Musso, relatore sul tema della giustizia tra Medioevo ed Età moderna.

“L’oblio nega le nostre radici: la memoria viene contesa alla cancellazione che tutto appiattisce - spiega la prof.ssa Cristina Pitto, referente del progetto - Affinché i valori della società italiana siano mantenuti, affrontati, compresi e sottrati allo squallore di critiche corrosive che impoveriscono i giovani, li derubano del senso di appartenenza, negano la complessità e la ricchezza del ricordo, è necessario misurarsi con il nostro passato: questo è il rispetto che dobbiamo  a tutti quelli che ci hanno preceduto, al di là delle scelte politiche, ma è anche il rispetto reciproco, e del diritto  dei giovani di capire e di scegliere". 

Comunicato stampa

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