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Attualità | 22 novembre 2018, 17:34

Scabbia all'alberghiero di Alassio, la Preside: "Grande senso di responsabilità delle famiglie che ci hanno avvertiti"

Simonetta Barile: "Il senso di civica responsabilità da parte nostra non ha né negato, né nascosto il verificarsi dei due casi con lo scopo di permettere, attraverso la conoscenza, di poter intervenire tempestivamente nella rara eventualità del manifestarsi della patologia."

Scabbia all'alberghiero di Alassio, la Preside: "Grande senso di responsabilità delle famiglie che ci hanno avvertiti"

E' ancora psicosi ad Alassio e tra i ragazzi dell'Istituto Alberghiero Giancardi dove sono stati riscontrati due casi di scabbia.

La scabbia è una malattia contagiosa della pelle. È causata, principalmente, dall'acaro Sarcoptes scabiei, un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso prurito allergico.

La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. L'infestazione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. 

Sul caso specifico spiega il dirigente scolastico Simonetta Barile: "In riferimento ai  due casi di scabbia di alunni frequentanti il nostro istituto Giancardi di Alassio si precisa quanto segue:

Le famiglie dei due alunni, con grande senso di responsabilità, hanno provveduto ad avvisare la scuola della patologia che al momento della comunicazione era già in via di completa risoluzione e la cui terapia ha consistito semplicemente in un’applicazione di pomata per giorni tre.

La scuola, nonostante non abbia ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’Asl, ha comunque provveduto a contattare l’ufficio d’igiene per chiedere se in tale evenienza fosse necessaria una profilassi.  La risposta è stata che non c’era da adottare nessuna prevenzione o azioni di qualsivoglia genere e che comunque le possibilità di contagio in una normale vita scolastica sono molto basse.  A riprova di ciò le famiglie hanno confermato che il contatto tra i ragazzi è stato frequente al di fuori della scuola, in ambito domestico dove le possibilità di contagio per utilizzo di stessi oggetti è maggiore.

Il senso di civica responsabilità da parte nostra non ha né negato, né nascosto il verificarsi dei due casi con lo scopo di permettere, attraverso la conoscenza, di poter intervenire tempestivamente nella rara eventualità del manifestarsi della patologia.

Dispiace che si sia creato un allarmismo ad oggi del tutto ingiustificato". 

Mara Cacace

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