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Cronaca | 22 novembre 2018, 13:48

Omicidio Janira, Alamia in aula: "Era una ragazza stupenda. Con il coltello non controllavo il mio corpo"

Il killer della giovane trucidata con circa 50 coltellate ha presenziato questa mattina per la prima volta al processo in corte d'Assise che si sta svolgendo presso il tribunale di Savona.

Omicidio Janira, Alamia in aula: "Era una ragazza stupenda. Con il coltello non controllavo il mio corpo"

Alessio Alamia, il ragazzo che la sera del 7 aprile 2017, a Pietra Ligure, uccise con circa 50 coltellate la giovane Janira D'Amato, è comparso per la prima volta al processo in corte d'Assise nel tribunale di Savona.

Alamia, che per l'occasione ha autorizzato la presenza in aula di cameraman e fotografi acconsentendo alle riprese video, nella sua deposizione ha dichiarato: "Janira era una ragazza stupenda. Non sono stato io ad allontanarla dagli amici e dai familiari". 

Il giovane, oggi 22enne, ha ricostruito i giorni e i periodi precedenti al delitto, specificando di non aver voluto estraniare la giovane ragazza dall'ambito degli affetti. Inoltre, ha risposto alle domande riferendo di essere stato "normalmente geloso". 

Ricostruendo l’accaduto era emerso che Alamia, dopo essere stato lasciato, la sera dell'omicidio aveva attirato la ragazza a casa sua con una scusa per poi ucciderla con una serie di violente coltellate: giudicato capace di intendere e volere a seguito di una perizia, nel corso delle indagini la sua posizione si è ulteriormente aggravata.

Secondo la deposizione dell'imputato, quella sera i due si erano incontrati perché lui voleva restituirle alcuni effetti personali. Ne è nata una lite. "Mi ha dato uno schiaffo e mi ha paragonato a mia madre, dandomi del fannullone", ha detto Alamia ripercorrendo i tragici istanti nell'appartamento di piazzetta Canonico Morelli, a Pietra Ligure. 

"Ho perso il controllo e il mio corpo si muoveva, come se non stessi compiendo un reato - ha riferito l'imputato - Ho tirato fuori il coltello e ho minacciato di suicidarmi. Poi l'ho colpita al collo, ma non riuscivo a controllare i colpi Lei è caduta all'indietro. Mi sono ritrovato in un lago di sangue mentre la chiamavo". 

Il pubblico ministero ha contestato alcune dichiarazioni del giovane, che ha detto di non aver mai pensato, in precedenza, di farle del male. Ma dalle indagine era emerso che Alamia aveva svolto una serie di ricerche sul web su "come uccidere" e "come uccidere senza lasciare tracce". A questa contestazione, l'imputato ha replicato spiegando di aver fatto quelle ricerche per i suoi propositi suicidi e per una vendetta contro un rivale in amore. 

Redazione

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