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Attualità | mercoledì 05 dicembre 2018, 09:42

Savona, Don Ciotti e il suo no al Decreto Sicurezza: "È il tradimento della Costituzione, fatto per respingere" (FOTO)

Il fondatore di Libera ieri pomeriggio era ospite al teatro Don Bosco per presentare i dati di LiberaIdee ma il discorso si è concentrato anche sul tweet di Salvini e sul Decreto Sicurezza

Savona, Don Ciotti e il suo no al Decreto Sicurezza: "È il tradimento della Costituzione, fatto per respingere" (FOTO)

Don Luigi Ciotti torna a Savona. Il presbitero fondatore dell'associazione Libera, da sempre attivo nel sociale ieri pomeriggio era ospite al teatro Don Bosco di via Piave  per presentare i dati liguri di LiberaIdee, una ricerca sulla presenza e la percezione delle mafie e della corruzione nelle diverse regioni d’Italia. 

Un folto pubblico lo ha accolto, tra i presenti anche il vescovo della Diocesi di Savona-Noli Calogero Marino e l'attenzione in apertura si è concentrata sul tweet del Ministro degli Interni Matteo Salvini che ha dato notizia ieri di un’operazione della polizia contro un’organizzazione per delinquere di stampo mafioso, con componenti di origine nigeriana. Da lì la risposta del Procuratore Capo Armando Spataro il quale sottolineava, tirando le orecchie al vice premier, che l'operazione fosse ancora in corso, con la successiva replica del leader Lega che non si è fatta attendere con un video che chiedeva a Spataro di andare in pensione.

Don Ciotti non le ha mandate a dire, a suo modo però, con un'accurata pacatezza ma forza delle parole: "Abbiamo la responsabilità delle parole, sono sempre delle azioni, negli ultimi anni è cresciuta ed è davanti agli occhi di tutti, si è venuta a creare una vera e propria degenerazione di linguaggi e parole. Nel nostro paese bisogna fare una bonifica e una dieta di queste, c'è tanta degenerazione in questo senso. Non ci si può permettere di trattare uomini e donne che sono rappresentanti di questo paese, in questo modo, destabilizzando".

Il Decreto sicurezza è un altro argomento caldo della serata e anche in questo caso il fondatore di Libera ha preso una netta posizione, citando anche un aneddoto legato a Papa Francesco e ai suoi nonni (liguri) in passato emigrati dall'Italia all'Argentina: "Mi sta a cuore la vita delle persone e ci siamo dimenticati la storia di noi migranti, lo siamo stati tutti dal sud al nord del nostro paese, all'estero. I profughi non possono essere messi insieme al pacchetto del capitolo del terrorismo, cercano la loro dignità e libertà, ci sono tante cose che devono essere prese in considerazione. E' una vergogna inoltre dell'Europa che dovrà rendere conto delle sue politiche contro l'immigrazione. Questo è il tradimento della Costituzione, della Democrazia del nostro paese. É un decreto fatto per respingere. Ci vuole una rivolta delle coscienze non possiamo stare a guardare".

Dopo essere stati forniti i dati a inizio serata dei 420 questionari somministrati in Liguria a giovani, lavoratori, pensionati, Don Ciotti si è soffermato anche sulla sua collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia e sulla difficile situazione che si è venuta a creare a livello nazionale. Ma non è venuto meno il suo amore per Libera: "Il Vangelo e la Costituzione Italiana mi accompagnano, io sono qua ma rappresento un noi. E racchiudo tutto in tre parole: la continuità nel fare le cose, la condivisione e il noi e la corresponsabilità, siamo disposti a collaborare con le istituzioni".

Luciano Parodi

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