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Cronaca | 12 dicembre 2018, 08:20

Estorsione ed arresti per la gestione rifiuti ad Alassio, in manette Pizzimbone e La Porta

Ancora da chiarire nel dettaglio i rapporti ed i legami eventuali di Pizzimbone con Invernizzi coinvolto in una inchiesta collaterale ed indagato per reati contro la pubblica amministrazione.

Estorsione ed arresti per la gestione rifiuti ad Alassio, in manette Pizzimbone e La Porta

Svolta nell’inchiesta rifiuti ad Alassio, nella giornata di ieri sono arrivati due arresti quello di Pier Paolo Pizzimbone -  ex commissario provinciale di Fratelli d’Italia ed imprenditore nel settore dell’ambiente e della gestione rifiuti – e di Mario La Porta - in passato era stato amministratore di società ed attualmente pensionato.

L’accusa, pesantissima, quella di estorsione nei confronti della società che gestisce i rifiuti ad Alassio.

Secondo quanto trapelato (massimo è il riserbo degli inquirenti in questa fase giudiziaria) Pizzimbone avrebbe estorto denaro alla società Eco Seib con la collaborazione di La Porta, si parla di circa 16 mila euro di denaro richiesto per evitare alla ditta pesanti penali o la revoca dell’appalto.

La gestione rifiuti ad Alassio presentava dei problemi e con l’amministrazione Melgrati sono iniziati i pesanti controlli alla Eco Seib che avrebbe ricevuto, in pochi mesi, pesanti sanzioni derivanti dai numerosi controlli richiesti dall’ex assessore all’ambiente Rocco Invernizzi finito anche lui in un’inchiesta collaterale ed indagato per reati contro la pubblica amministrazione.

Nelle prossime ore proprio il legame tra Pizzimbone e Invernizzi dovrà essere chiarito, oltre, naturalmente, alla posizione dei due arrestati.

Ricordiamo che, nel frattempo Invernizzi ad Alassio ha rimesso le proprie deleghe e che ha dimostrato di voler collaborare pienamente con la giustizia (Vedi il lungo interrogatorio da lui stesso richiesto per chiarire la propria posizione).

Massima è la fiducia del sindaco di Alassio Marco Melgrati che, pur non pronunciandosi sulle accuse mosse nei confronti degli indagati afferma che Rocco Invernizzi non sarebbe stato l’assessore ombra di nessuno e che, sebbene fosse in buoni rapporti con Pizzimbone e, a volte, si facesse consigliare dallo spetto (essendo esperto in materia) non sempre seguiva i suoi consigli, ma anzi prendeva decisioni autonome e a volte in contrasto con i suggerimenti di Pizzimbone.

Ancora molte incertezze e "misteri" sull'inchiesta i cui contorni dovranno essere chiariti nel proseguio degli accertamenti.

Mara Cacace

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