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Attualità | 13 dicembre 2018, 11:00

Albisola, dopo 44 anni la Croce Verde trova la nuova sede in via Giovanni XXII

La buona notizia è stata annunciata durante l'assemblea dei soci di martedì scorso, dopo un lungo e intricato iter i volontari della Croce albisolese possono festeggiare

Albisola, dopo 44 anni la Croce Verde trova la nuova sede in via Giovanni XXII

Una sede che la Croce Verde di Albisola Superiore attendeva da 44 anni e presto sarà realtà. Dopo l'assemblea straordinaria dei soci aperta anche alla cittadinanza dello scorso 11 dicembre al Cinema Teatro Leone via libera al progetto deliberato all'unanimità, curato dallo studio di architettura Peluffo, grazie ad un accordo fra amministrazione comunale, impresa costruttrice ALCE e Croce Verde che permetterà ai volontari albisolesi di avere avere una sede moderna, costituita da due palazzine ed ampi spazi esterni per le ambulanze all'inizio di via Giovanni XXIII.

Ma non è stato un passaggio semplice, anzi, il presidente della Croce Verde Wilder Vanz durante l'assemblea ha illustrato tutto il lungo e intricato iter che ha portato all'importante obiettivo. Dopo tante proposte effettuate durante gli anni dall'amministrazione comunale, nel 2013 la croce ha acquistato all'asta, grazie al supporto di un lascito dei coniugi Siccardi, la possibile nuova sede di Corso Mazzini, nell'area dell'ex Enel.

La sede era stata acquistata a maggio, ed erano iniziate le trattative con il comune per costruire i box interrati con il quale i volontari sarebbero riusciti a finanziare la costruzione della tanto ambita sede: "Ma a luglio è cambiato il piano di bacino che la Regione aveva in cantiere, con un nuovo piano non saremo stati in grado di costruire i box, il comune ci concedeva di costruire fuori dal terreno, un immobile di 5 piani, i primi due piani dedicati alla croce, gli altri tre residenziali. Però dovevano essere presenti dei parcheggi di attinenza, portando via posto per i mezzi della croce verde e la ristrutturazione dell'immobile avrebbe avuto costi troppo alti per noi, circa 500-600 mila, avremo dovuto così accedere a un mutuo".

Da lì un'ulteriore proposta di privati, l'impresa Alce, mediata dal sindaco Franco Orsi, in una zona abbastanza vicina all'immobile acquistato e leggermente decentrata, i quali avevano l'esigenza di realizzare abitazioni su un lotto di proprietà verso l'inizio di via Giovanni XXIII, zona vecchie scuole elementari: "Loro però dovevano cedere una volumetria dedicata alla collettività, abbiamo così deciso di concedere o cedere all'impresa la volumetria della sede che avevamo acquistato in corso Mazzini, ritrovandoci così' un immobile. Il mutuo sarebbe così ridotto di un terzo e la sede ci costerebbe circa 150mila euro e il resto per arrivare a 500mila per una parte sarà finanziato dal comune che ha concesso scomputi sugli oneri di urbanizzazione dell’area" continua Vanz.

La Croce Verde diventerebbe così proprietaria della sede e del terreno dell'ex Enel che provvederà a mettere a reddito realizzando parcheggi a raso in modo da rientrare dell’impegno finanziario inizialmente fatto con un mutuo bancario, soluzione redditizia in quanto la zona è carente di parcheggi e quindi risulterebbe appetibile.

"In via Giovanni XXII a breve cambierà la viabilità e il lato positivo è che non avremo più l'impatto immediato del traffico di corso Mazzini. Siamo contenti di essere riusciti dopo tanti anni a trovare una sede, dobbiamo ringraziare lo studio dell'architetto Peluffo che fino ad oggi ha fatto tutto la progettazione preliminare gratuitamente, la commissione composta da esperti in materia ingegnerestica, architettonica, in crediti e mutui bancari e tutte le amministrazioni comunali, martedì erano presenti il sindaco, la giunta, la maggioranza ma anche la minoranza, un buon segnale per il futuro" conclude entusiasta il presidente della Croce Verde Wilder Vanz.

Entro la fine di gennaio 2019 deve essere presentato il piano di tutte le proprietà al comune, che ha 90 giorni di tempo per rispondere, prima di maggio potrebbero arrivare tutte le autorizzazioni per il via ai lavori. 

Luciano Parodi

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