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Cronaca | 15 dicembre 2018, 17:34

Inchiesta sulla gestione dei rifiuti ad Alassio. Alassio Volta Pagina: "Vicenda vergognosa il Sindaco chiarisca cosa sapeva e garantisca che non ci sarà più alcun intervento di esterni."

Parascosso e Casella: "Tra pochi mesi scadrà l’attuale concessione e si dovrà fare una nuova gara d’appalto: sarà un momento di importanza immensa e molto delicato."

Inchiesta sulla gestione dei rifiuti ad Alassio. Alassio Volta Pagina: "Vicenda vergognosa il Sindaco chiarisca cosa sapeva e garantisca che non ci sarà più alcun intervento di esterni."

La Giunta di Alassio, in pochi giorni, è stata scossa dal terremoto che ha coinvolto l'ex assessore Rocco Invernizzi, indagato nell'ambito di un'inchiesta collegata a quella che ha portato agli arresti di Pizzimbone e La Porta, accusati di estorsioni per la gestione rifiuti ad Alassio (LEGGI QUI).

Invernizzi, dal canto suo, ha rimesso le proprie deleghe già il giorno dopo la notizia della perquisizione all'interno del comune della Città del Muretto. A prenderle in mano il sindaco Melgrati che le ha divise tra se e il vicesindaco Galtieri con l'auspicio, era stato detto in consiglio, che Invernizzi potesse chiarire presto la sua posizione e tornare al proprio posto.

Gli sviluppi della vicenda ed anche la volontà di dare stabilità alla Giunta ha portato, però, il sindaco a ridistribuire le deleghe e "chiamare in giunta il Generale Battaglia al quale, tra l'altro, è stata conferita la delega all'ambiente, (quella nell'ambito della quale è scoppiato il polverone (LEGGI QUI).

Già in campagna elettorale e per il suo passato nelle forze dell'ordine il Generale Battaglia doveva incarnare la legalità sulla quale si voleva affondare le basi dell'attività amministrativa.

Anche questo, probabilmente il motivo per il quale è stata affidata a lui questa delega, proprio a garanzia della legalità.

Dal punto di vista politico a pronunciarsi sulla vicenda Rocca della Lega che ha avvermato come gli alassini non si meritassero tanto e come la passata amministrazione, quella di Canepa, fosse stata coinvolta in vicende giudiziarie solo per la famosa ordinanza sui migranti (LEGGI QUI).

A prendere la parola, oggi anche Giovanni Parascosso e Jan Casella – Consiglieri comunali di Alassio Volta Pagina

Nel corso della campagna elettorale avevamo scelto come nostro slogan “Alassio Viva, Pulita e Giusta”. L’aggettivo “pulita” aveva, ed ha oggi più che mai, una doppia valenza:

-vogliamo ed esigiamo che la città possa avere, dopo troppi anni di inefficienze, un sistema di raccolta rifiuti sostenibile, all’avanguardia ed efficiente;

-allo stesso tempo esigiamo che l’obiettivo della massima igiene cittadina venga raggiunto con un percorso anch’esso “pulito”, trasparente e che veda esclusivamente coinvolte persone al di sopra di ogni sospetto.

La vergognosa vicenda cui assiste la nostra città in questi giorni è qualcosa che fa male a chiunque le voglia bene. Una città turistica come Alassio troppe volte in questi anni è salita agli onori delle cronache per fatti giudiziari, quando invece dovrebbe apparire sui media esclusivamente per la bellezza del suo territorio e gli eventi turistici.

Siamo garantisti e attendiamo che emergano elementi più concreti per farci un’idea più chiara della vicenda.

Il Sindaco, che al momento fortunatamente non risulta minimamente coinvolto, ha preso le distanze da Pizzimbone e ha paventato anche la possibilità di costituirsi parte civile nel processo: è un fatto che valutiamo positivamente, ma non ci riteniamo assolutamente soddisfatti.

Da quanto emerso dai giornali dei giorni scorsi si è reso evidente un certo presenzialismo di Pizzimbone sia in Comune sia nei sopraluoghi di controllo all’azienda (da IVG e Savonanews del 12/12/2018) e che, come affermato dallo stesso Sindaco (dal Secolo XIX del 12/12/2018) “…Pizzimbone dava solo una mano dall’esterno, come esperto del settore…”.(LEGGI QUI)

Chiediamo quindi al Sindaco: era a conoscenza del fatto che Pizzimbone faceva sopralluoghi nei luoghi in cui operava l’azienda? Pizzimbone ha avuto direttamente o indirettamente accesso ad atti o documenti comunali? A quale titolo, questa persona, che non ricopriva nessuna carica elettiva o nominale (non è nemmeno residente ad Alassio) “dava una mano dall’esterno”? Nello stesso articolo, come sopra riportato, la risposta data dal Sindaco è “come esperto del settore”. Beh, signor Sindaco, questa risposta non ci soddisfa, anzi, proprio perché è un imprenditore del settore non doveva essergli permesso di occuparsi neanche lontanamente della nettezza urbana della nostra città. Questa persona, ex leader provinciale di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente della sua associazione Politica per Passione, è stata fatta avvicinare alla cosa pubblica alassina con troppa superficialità.

Tra pochi mesi scadrà l’attuale concessione e si dovrà fare una nuova gara d’appalto: sarà un momento di importanza immensa e molto delicato.

I cittadini devono avere la certezza che l’amministrazione non permetterà mai più a nessun esterno (fedele politico o meno), che non sia al di sopra di ogni sospetto e lontano da ogni possibile conflitto d’interesse, di mettere il naso nella procedura e nel servizio, e che la stessa amministrazione lavori fin da subito a creare le condizioni per avere finalmente un sistema di raccolta efficiente e moderno, degno di una città che vuole tornare a essere la Perla della Riviera.

Mara Cacace

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