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Al direttore | mercoledì 19 dicembre 2018, 10:59

Vendita della farmacia comunale di Albenga: "Un’ingiustizia agevolare i dipendenti statali ai danni dei colleghi libero professionisti"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata questa mattina alla nostra redazione

Vendita della farmacia comunale di Albenga: "Un’ingiustizia agevolare i dipendenti statali ai danni dei colleghi libero professionisti"

In merito alla vendita della farmacia comunale di via Dalmazia ad Albenga, pubblichiamo una lettera della dott.ssa Cristina Arveglio (rivolta al Comune ingauno) arrivata questa mattina alla nostra redazione: 

Direttore e membri Commissione, 

ho letto sul sito SavonaNews la notizia della vendita della vostra farmacia comunale e ho cercato sul sito gli atti comunali della commissione e siccome credo sia un’ingiustizia agevolare i dipendenti statali ai danni dei colleghi libero professionisti, inoltro sentenza del Consiglio di Stato con cui ritengo debbano essere bloccate in tutta Italia le vendite delle farmacie pubbliche a queste condizioni di legge.

Il Consiglio di Stato ha recentemente rinviato alla Corte Giustizia Europea la valutazione di eventuali anomalie nel riconoscimento del diritto di prelazione ai dipendenti di farmacia comunale in caso di vendita da parte del Comune a mezzo di procedura di gara.

Di fatto questa norma consente di aggirare la totale trasparenza nell’assegnazione di un bene che dappertutto viene sottostimato nel suo valore economico potenziale e pertanto acquisito a più basso prezzo.

Per i giudici inoltre “sussiste il dubbio che la prelazione legale prevista dall’art. 12 comma 2 L. 362/1991 non sia necessaria al raggiungimento dell'obiettivo di garantire un rifornimento di medicinali alla popolazione sicuro e di qualità e che, comunque, l’effetto lesivo dei principi di parità di trattamento e libera prestazione dei servizi che da essa consegue sia del tutto sproporzionato nel bilanciamento complessivo degli interessi che con tale meccanismo si devono salvaguardare”.

Il Consiglio di Stato ha ancor più precisato che il soggetto beneficiario della prelazione vanterebbe un’esperienza di “dipendente” della farmacia che non coincide con quella del “titolare” della farmacia, non offrendo, quindi, opportune garanzie circa la “conduzione imprenditoriale” dell’azienda.

Dott.ssa Cristina Arveglio

Lettera firmata

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