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Politica | 10 gennaio 2019, 14:08

Caso rifiuti, Melgrati: "Canepa e Vinai farebbero meglio a tacere, non so perchè, ma loro forse dovrebbero saperlo"

La replica del primo cittadino in carica nella Città del Muretto alle dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate dall'ex sindaco Canepa

Caso rifiuti, Melgrati: "Canepa e Vinai farebbero meglio a tacere, non so perchè, ma loro forse dovrebbero saperlo"

Non si fa attendere la replica di Melgrati alle dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate dall'ex sindaco Canepa. "Finora era stato parco di commenti, almeno così scrivono i media - commenta infatti il primo cittadino di Alassio - Ma avrebbe fatto meglio a proseguire su questa linea, posto che vi sono ancora delle indagini in corso. Sicuro è che, se il progetto Vinai era sperimentale, l'esperimento è di certo fallito. E non lo dico io, ma i risultati del periodo di sperimentazione: percentuale di differenziata in picchiata e costi di discarica inaccettabili".

"La causa - prosegue Melgrati - sta nell'aver voluto un porta a porta spinto con centinaia di contenitori che hanno invaso la collina e portato all'esasperazione gli abitanti a monte della ferrovia; mettendo poi la testa sotto la sabbia sulla reale criticità della differenziazione a valle, dove vive l'altra metà degli alassini e batte il cuore pulsante dell'economia turistico ricettiva e commerciale, per i quali il progetto non ha previsto un adeguato sistema di raccolta differenziata, ma cassonetti con chiave per inibirli ai montani - chiavi peraltro mai applicate dalla precedente amministrazione, per scongiurare una ribellione popolare proprio in campagna elettorale".

"Gli elettori - aggiunge il sindaco - hanno premiato chi ha denunciato ciò che era davanti agli occhi di tutti, ovvero che il metodo adottato era profondamente sbagliato e discriminatorio ed istigava gli abitanti di monte a conferire a valle appesantendo ancor più la criticità nella zona dalla ferrovia al mare. I dati parlano chiaro e malgrado con la nuova amministrazione da metà giugno il livello di pulizia di strade, piazze, marciapiedi, sia percepito dai cittadini in netto aumento, la raccolta naufraga nel mare dell'insuccesso e la sperimentazione affoga".

Il primo cittadino della città del Muretto va oltre: "Proprio per le peculiarità del centro di Alassio - immaginate centinaia di bidoncini famigliari e 5 cassonetti per attività che invadono budello e dintorni - e per la stagionalità dell'utenza, è urgente ripensare un modello che privilegi la diminuzione di produzione di rifiuti indifferenziati, abbandoni il porta a porta spinto ed in orari rigidi e proibitivi, a vantaggio di una differenziazione in centri di prossimità, dotati di moderni impianti intelligenti e tecnologicamente avanzati, con sistemi di controllo, che consentano, a tutti i cittadini di Alassio, un conferimento agevole e personale, con l'obiettivo, in un prossimo futuro, della tariffa basata sull'equità di pagare in base al rifiuto che si produce, nello spirito della recente normativa sulla tariffa puntuale".

"Partendo dal fallimento conclamato del sistema vigente - è poi la conclusione - è necessario cambiare quanto prima rotta, e noi lo stiamo facendo. Stiamo per conferire un incarico per un progetto di raccolta differenziata, all’altezza del nome di Alassio, ad una ditta esterna, per evitare conflitti di interesse, visto che il precedente progetto era stato studiato proprio dalla ditta che eseguiva la raccolta dei rifiuti.... forse solo per prorogarli senza esperire nessuna gara".

Comunicato stampa

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