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Attualità | 11 gennaio 2019, 08:19

Assegnato ad una società genovese il "Castello Vuillermin" di Finale

I Verdi: "La valorizzazione dei Beni culturali, in equilibrio con le strutture turistico-ricettive, secondo i Verdi rientri nei progetti di un'economia sostenibile"

Assegnato ad una società genovese il "Castello Vuillermin" di Finale

È stato assegnato ad una società genovese per 1 milione e 200 mila euro il Castello Vuillermin a Finale Ligure.

Da un lato, secondo qualcuno questo potrebbe essere il primo passo per una riqualificazione dell’opera e per evitare, soprattutto, che possa diventare uno degli edifici abbandonati e in decadenza che, purtroppo, spesso sorgono come cattedrali nel deserto in Provincia di Savona.

La richiesta da parte dei Verdi (che rappresentano anche una parte dei cittadini) era un’altra. Gabriello Castellazzi aveva già lanciato un appello a tal proposito (LEGGI QUI). Naturalmente l’asta che era stata fissata nei giorni scorsi (LEGGI QUI) è stata portata a termine e il castello assegnato.

Afferma Castellazzi: “La gara è stata vinta da una società immobiliare genovese che ha offerto 1 milione e  200 mila euro. L'edificio era stato già venduto una prima volta ad una società romana che avviò un progetto di restauro mai concretizzato.

L'importanza storico-culturale del castello è notevole e il caratteristico stile eclettico che comprende richiami arabi con innesti medioevali, porta con se un messaggio religioso intimamente legato al suo costruttore Vuillermin.

Per questo la Direzione Regionale dei Beni Culturali della Liguria citando l'art.9 della nostra Costituzione :”La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”,con il Decreto del 5/10/2009 ,ha vincolato il “Castello” come “immobile che riveste un particolare interesse artistico e storico”. In particolare l'art. 10 di questo Decreto recita: “gli immobili di particolare  interesse a causa dei loro riferimenti con la storia politica e l'identità collettiva, non possono essere deteriorasti o adibilti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico, oppure essere modificati in modo tale da recare pregiudizio alla loro conservazione e tutti gli interventi saranno soggetti ad autorizzazione preventiva da parte del Ministero competente”.

L'edificio in oggetto è composto da un corpo centrale e una grande torre rivestita in “Pietra di Finale” e  mattoni rossi. Circondato da una cinta muraria con quattro torri d'angolo, le finestre e le vetrate hanno molti simboli cristiani disegnati personalmente da Vuillermin che voleva in questo modo esprimere le sue convinzioni religiose.

Siccome la costruzione finalese è dello stesso stile del castello genovese D'Albertis (esempio magnifico di architettura neo-gotica,oggi “casa-museo tra le più importanti del capoluogo ligure), l'edificio potrebbe essere restaurato utilizzando i contributi europei come avvenuto per il recupero di altri castelli storici in Italia e  non avrebbe senso riproporre (come nel progetto dei vecchi proprietari) la realizzazione di 12 appartamenti,stante la situazione dell'attuale mercato  immobiliare.

Negli ultimi anni la situazione è cambiata e una struttura unitaria turistico-culturale, con una sinergia tra pubblico e privato, aiutata dai FESR( Fondi Europei di Sviluppo Regionale), potrebbe garantire la salvaguardia del bene.

Ad esempio, si potrebbe pensare alla riapertura della “Sala del Mare”(comprendente le gloriose memorie della Marineria finalese) che da tanti anni giace nascosta nei magazzini comunali. Certamente possono scaturire tante altre nuove idee, partendo dal presupposto che la valorizzazione dei Beni culturali, in equilibrio con le strutture turistico-ricettive, secondo i Verdi rientri nei progetti di un'economia sostenibile".

Mara Cacace

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