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Solidarietà | venerdì 11 gennaio 2019, 18:58

Ti colpisce o ti rispecchia? Via alla nuova campagna contro la violenza sulle donne

La campagna è stata studiata da Punto a capo Comunicazione, contro la violenza sulle donne e promossa dall’associazione Telefono Donna Centro Antiviolenza, con la collaborazione di Coop Liguria

Ti colpisce o ti rispecchia? Via alla nuova campagna contro la violenza sulle donne

“Questa campagna è pensata su un formato piccolo e verra distribuito nelle scuole, per fare un’analisi di consapevolezza. La violenza parte da piccoli segnali, bisogna uscire da certi schemi e veicolari i messaggi, far riflettere le persone sul fatto che se un immagine ti colpisce può farti aiutare qualcuno, se ti rispecchia, sei in difficoltà e c’è un associazione che può darti un aiuto”.

Ti colpisce o ti rispecchia? Questo il tema della campagna di partecipazione e azione attiva, studiata da Punto a capo Comunicazione, contro la violenza sulle donne e promossa dall’associazione Telefono Donna Centro Antiviolenza, con la collaborazione di Coop Liguria e presentata questo pomeriggio nella sala punto d’incontro del Centro Commerciale Il Gabbiano di Savona

Olivia Faccio del settore socio consumatori Coop Liguria, Francesca Zangani, responsabile pari opportunità Coop, Claudia Palone, insegnante del liceo Mazzini Da Vinci di Savona, l’assessore comunale Doriana Rodino e soprattutto 

Monica Brondi, direttore creativo dell’Agenzia Punto a Capo Comunicazione e Luciana Nanni, presidente di Telefono Donna, si sono alternate al microfono per illustrare la campagna e tutti gli eventi che si sono venuti a creare durante questi anni.

“Vogliamo dare con questa campagna un messaggio forte, dopo vent’anni di parole sussurrate, raggiungere, colpire e far riflettere, per arrivare a un pubblico più ampio, alle nuove generazioni” spiega Luciana Nanni.

“Sognavamo una campagna che non urlasse in faccia all’interlocutore, bisogna parlare della violenze sulle donne con delicatezza, abbiamo pensato che la cosa più utile per questo tema fosse parlare con un linguaggio che usano i ragazzi a scuola, con i biglietti che ci si passava per scambiarsi un messaggio” conclude Monica Brondi. 

Luciano Parodi

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