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Sanità | 27 gennaio 2019, 10:08

Europa-America due a zero, come minimo…

Siamo abituati a credere che il massimo della alta tecnologia venga da oltre oceano ma, in realtà, raramente questo corrisponde alla verità.

Europa-America due a zero, come minimo…

Cari lettori di Savona News, come sapete io lavoro, principalmente, a Finale Ligure ed il mio studio è piuttosto avanzato tecnologicamente. Una delle domande più frequenti che i nuovi pazienti mi pongono, quando utilizzo su di loro qualche tecnica di cura che non avevano provato in precedenza, è: “bella questa cosa, è una nuova invenzione americana”?

Siamo abituati a credere che il massimo della alta tecnologia venga da oltre oceano ma, in realtà, raramente questo corrisponde alla verità.

Vi faccio solo qualche esempio, relativo alle ultime novità introdotte nel mio settore:

·         l’utilizzo del cad-cam in odontoiatria (cioè della tecnologia che consente di progettare e poi costruire protesi dentarie tramite strumenti digitali) è stata un’idea di un francese.

·         La TAC Cone Beam (sistema radiografico a dosaggio ridotto di raggi X, utilizzata per l’analisi tridimensionale dei denti e delle ossa che li sostengono) è stata inventata da un italiano.

Stupiti? Allora vi racconterò cosa ho imparato oggi: sono stato a visitare il Museo della Scrittura Meccanica di Bra (uno dei più completi del mondo, vi consiglio di visitarlo perché è interessantissimo).

Dovete sapere che la prima macchina da scrivere è un brevetto italiano, poi copiato “pari pari” dagli americani. Lo stesso dicasi per la prima calcolatrice in grado di fare le 4 operazioni (frutto dell’ingegno di un giovane operaio della Olivetti).

Se non vi basta sappiate che anche il primo “personal computer” (cioè un calcolatore elettronico programmabile e di dimensioni contenute) è frutto del lavoro di tre ingegneri italiani della Olivetti e che 70 di quelle macchine furono acquistate dalla NASA che le utilizzo per mandare l’uomo sulla luna. Purtroppo la morte (in circostanze misteriose) di Adriano Olivetti e poi del suo principale progettista, ha fatto sì che il know how italiano (che era all’avanguardia) venisse ceduto agli americani… altrimenti la Silicon valley sarebbe ad Ivrea!

Agli americani va il merito di aver saputo riconoscere l’importanza di certe idee e di averle poi prodotte in grandi numeri; Steve Jobs stesso racconta che lo schermo touch dell’i phone non è altro che la trasposizione moderna della tastiera della Minion, macchina da scrivere tedesca inventata nell’800…

 

Ne volete ancora una? Anche il Il simbolo @ è italiano ed esisteva già sulle tastiere delle macchine per scrivere dell’800; venne scelto per le e mail in quanto era l’unico (insieme a #) ad avere un tasto non condiviso da altri simboli.

 

Tornando ai denti: l’odontoiatria italiana, oltre ad annoverare delle eccellenze di livello mondiale, possiede una fascia abbastanza ampia di dentisti di livello qualitativo elevato, che si aggiornano costantemente e dedicano il tempo necessario alle singole terapie. Per aiutarvi a riconoscerli vi segnalo un mio vecchi articolo, che trovate a questo link:

https://sites.google.com/site/dicrescenzogiovanna/come-valutare-la-bravura-del-mio-dentista

La forza dell’odontoiatria italiana sta proprio nel fatto di essere quasi esclusivamente in mano a liberi professionisti, liberi quindi di proporre le proprie capacità ed il proprio tariffario. In alcuni paesi stranieri le tariffe sono imposte dallo stato e, spesso, le prestazioni più comuni vengono economicamente penalizzate. Questo può portare ad influenzare le scelte terapeutiche, indirizzandole verso cure più invasive, pur di ottenere un guadagno sufficiente.

A mio avviso lo stato dovrebbe invece incentivare le terapie di base, in particolare la prevenzione e la conservativa (le otturazioni), perché una piccola otturazione, se ben eseguita, dura a lungo con un conseguente risparmio economico e, soprattutto, biologico. Quello che si vede, sempre più spesso (soprattutto nelle catene low cost), è invece il sacrificio di denti naturali, perfettamente recuperabili, per sostituirli con impianti, proprio perché “si fa prima” e quindi si ha un maggior guadagno.

Il mio consiglio, quando vi viene proposto di togliere molti denti per sostituirli con impianti, è di chiedere un secondo parere facendo una visita (e pagandola!) presso un professionista di valore. Potrebbe capitarvi di trovare le singole tariffe molto più alte ma alla fine di aver speso meno e conservato i vostri denti naturali…

Le vostre domande sono sempre gradite, scrivete pure a dottore@attiliovenerucci.it .

Attilio Venerucci

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