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Solidarietà | 29 gennaio 2019, 09:38

Noli, l'Enpa soccorre un giovane gabbiano reale intrappolato in una lenza da pesca (FOTO)

Ogni anno i volontari dell’Enpa soccorrono decine di volatili, soprattutto gabbiani reali e colombi, con micidiali fili avvolti nelle ali e nelle zampe

Noli, l'Enpa soccorre un giovane gabbiano reale intrappolato in una lenza da pesca (FOTO)

Secondo la Protezione Animali savonese la pesca sportiva, o cosiddetta ricreativa, dovrebbe essere abolita, o almeno limitata, con obbligo d’uso dei semplici attrezzi di una volta, canna, lenza ed amo e divieto dei mezzi supertecnologici attuali; come le esche artificiali, che riproducono ogni tipo di pesce identico a quello vero, irto di ami, per attirare povere prede sempre più rare in un mare sempre più vuoto.

Ma anche le semplici lenze, perdute o abbandonate lungo le spiagge, diventano trappole dolorose per la fauna selvatica che frequenta la costa; ogni anno i volontari dell’Enpa soccorrono decine di volatili, soprattutto gabbiani reali e colombi, con micidiali fili avvolti nelle ali e nelle zampe; è accaduto ieri a Noli, per l‘ennesima volta, dove un giovane gabbiano reale, dopo settimane di sofferenze è caduto a terra ed ha potuto essere recuperato e, ricoverato nella sede Enpa di Savona, liberato con pazienza delle lenze che gli stavano stritolando una zampa (nella foto).

Ma l’esercito di pescatori “ricreativi”, oltre un milione in Italia e 165.000 censiti in Liguria, è tranquillo, perché caro ai politici locali e nazionali che, recentemente, hanno confermato le norme che consentono addirittura di usare attrezzi professionali come nasse e palamiti e catturare fino a cinque chili di animali al giorno che, spesso, finiscono venduti sottobanco a ristoranti conniventi.

Comunicato stampa

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