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Attualità | 08 febbraio 2019, 16:17

La Centrale SIPE di Ferrania tra i "Luoghi del Cuore" del FAI: 3.753 voti e 120° posto nella classifica nazionale

Ma non è tutto. L'edificio realizzato nel 1916, si è collocato al terzo posto in tutta Italia nella sezione "archeologie industriali".

La Centrale SIPE di Ferrania tra i "Luoghi del Cuore" del FAI: 3.753 voti e 120° posto nella classifica nazionale

3.753 voti: è il risultato ufficiale ottenuto dalla Centrale elettrica SIPE di Ferrania nella campagna “I Luoghi del Cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Un risultato ottimo, che porta alla ribalta nazionale questo gioiello liberty industriale, in mezzo ai boschi dell’entroterra savonese, in Val Bormida. E con la centrale, la storia secolare della Ferrania, la fabbrica delle pellicole.

Qualche numero: la Centrale elettrica è al 120° posto nella classifica nazionale, 9° posto in Liguria, 1° assoluto nella provincia di Savona. Non basta: questo splendido edificio, realizzato nel 1916, si colloca al terzo posto in tutta Italia nella sezione “archeologie industriali”. Alla raccolta firme hanno contribuito per mesi molti volontari, il Ferrania Film Museum, l’Istituto superiore Patetta di Cairo Montenotte, le associazioni ferraniensi, i tanti che hanno intrecciato le loro vite lavorative e i loro affetti alla fabbrica.

Solo 200 luoghi in Italia (su più di 37.000 segnalati) hanno superato la soglia dei 2.000 voti, necessari per presentare al FAI un progetto di intervento cofinanziato.
Il bando uscirà a marzo: a contendersi i voti vi sarà, ovviamente, anche la Centrale di Ferrania. Con un progetto concreto e originale: realizzare un percorso culturale lungo Viale della Libertà, il viale alberato della fabbrica che dalla Centrale si muove verso la storica entrata, oltrepassa il Bormida, giunge al villaggio operaio e al Dopolavoro, conduce fino alla stazione ferroviaria. Un percorso in grado di coniugare storia industriale, architetture, memoria, socialità.

Alcune note storiche: la centrale elettrica SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) è stata costruita nel 1916 su progetto dell’architetto milanese Cesare Mazzocchi, che scelse il mattone faccia a vista, l’aggiunta di decorazioni in cemento, l’uso del ferro battuto. L’edificio dal 2016 è vincolato dalla Soprintendenza ligure. Bozzetti e progetti di Mazzocchi (lo stesso architetto a Cengio, nell’area che sarebbe poi divenuta l’ACNA Montecatini, disegnò fra l’altro Palazzo Rosso) sono conservati presso l’archivio del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (MART) e riprodotti presso il Ferrania Film Museum.

Redazione

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