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Politica | 08 febbraio 2019, 18:32

Finale Ambiente, Paparusso (Uil) e Ferrentino (Cgil): "Chi ha nascosto quella telecamera si assuma le proprie responsabilità"

I sindacati: "Uno spiacevole incidente di percorso in un'azienda 'sana'. Speriamo che non si debba più ripetere"

Finale Ambiente, Paparusso (Uil) e Ferrentino (Cgil): "Chi ha nascosto quella telecamera si assuma le proprie responsabilità"

Prosegue il dibattito sulla scia della commissione consiliare svoltasi stamane nel palazzo comunale di Finale Ligure per affrontare alcune tematiche inerenti Finale Ambiente.

Commenta Franco Paparusso (Uil): “Non mi interessa stare in un Comune a parlare di elezioni e di partiti, ma solo di tutelare i lavoratori e i loro diritti, missione primaria del mio sindacato.

Invito l’azienda – come già fatto in altre sedi – ad avviare un’indagine interna. Personalmente ho chiesto sia all’azienda, sia al Comune, di scoprire chi ha messo quella telecamera e dare a questa persona la giusta ammenda, come è doveroso che sia. Se ciò, infatti, non dovesse avvenire, ci troveremo di fronte a un precedente molto grave di cui tenere conto.

Sugli infortuni, invece, abbiamo chiesto conferma sui dati esatti relativi al numero di infortuni e la loro entità per analizzarli scrupolosamente. Certo – conclude Paparusso - con tutti i suoi pregi e difetti, Finale Ambiente rimane un’azienda pubblica da preservare contro eventuali attacchi futuri nell’ottica del progetto di Gestore Unico, dove potrà giocare un ruolo importante. Ma deve arrivare al 2020 organizzandosi al meglio anche per non incorrere più in situazioni spiacevoli come questa”.

Sulle stesse posizioni, anche Ciro Ferrentino (Cgil): “Noi dei sindacati siamo stati invitati a partecipare, ma senza entrare nel merito della mattinata in sé, noi avevamo già rilevato, alla luce di tutta la documentazione fornitaci da Finale Ambiente, il fatto che un chiarimento a livello sindacale sia urgente e indispensabile. Noi avevamo fatto un accordo sulla regolamentazione delle videoriprese, tuttavia in quella sede non è emerso che ci fossero delle telecamere nascoste installate nei luoghi di lavoro. Un’anomalia in quella che nella nostra provincia rappresenta un esempio di ‘azienda sana’. Le responsabilità vanno chiarite e chi se le assumerà ne deve rispondere. L’aspetto positivo è che da oggi in avanti altri ‘incidenti di percorso’ come questo non si avranno più a ripetere”.

Alberto Sgarlato

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