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Attualità | 25 febbraio 2019, 12:38

Lupi in Liguria, la denuncia dell'Enpa: "150 esemplari in Liguria? La realtà è forse diversa"

La Protezione Animali savonese continua a richiedere norme precise che obblighino i proprietari di mandrie e greggi a difendere gli animali al pascolo.

Lupi in Liguria, la denuncia dell'Enpa: "150 esemplari in Liguria? La realtà è forse diversa"

Continuano gli avvistamenti, molto ma molto presunti, di lupi in Liguria che ora, secondo fonti spesso di non verificata affidabilità, sarebbero lievitati miracolosamente a 150 esemplari. La realtà è forse diversa, perché contare il numero di animali selvatici è sempre difficile, ancora di più di specie, come il lupo, con abitudini notturne e che spesso si spostano di decine di chilometri per notte; confondibili inoltre con cani vaganti nelle campagne, sia di cascine che si raggruppano per cacciare, che a passeggio, di razza denominata lupo cecoslovacco, somigliantissimi ai lupi selvatici ma provenienti da allevamenti da cui sono stati regolarmente acquistati.

Le segnalazioni giungono quindi, veicolate volentieri da qualche organizzazione agricola in cerca di consenso ai suoi giornalieri allarmi, prima ancora che gli enti pubblici competenti (Servizi Veterinari delle ASL, Istituto Zooprofilattico, Carabinieri Forestali) abbiano fatto o concluso le verifiche, spesso negative.

Al di là delle grida di “Al lupo, al lupo!” la Protezione Animali savonese continua a richiedere norme precise che obblighino i proprietari di mandrie e greggi a difendere gli animali al pascolo con cani da pastore di razze selezionate antilupo e con recinti e ricoveri dotati di impianti elettrici che diano una leggera ma efficace scossa agli intrusi; sistemi che si sono dimostrati risolutivi, come sanno da tanti anni i pastori abruzzesi e coloro che se ne sono dotati; a chi non l’ha fatto e viene danneggiato per la seconda volta da attacchi di canidi si dovrebbero inoltre negare i viceversa giustissimi rimborsi.

In tal modo diverrà difficilissimo, anche ai veri lupi, uccidere mucche, pecore e capre; ed essendo, come tutti i predatori, animali tutt’altro che audaci e coraggiosi ma opportunisti, li si indirizzerà verso le loro prede originarie, cioè cinghiali, daini e caprioli malati, feriti, vecchi o cuccioli, secondo una legge naturale e feroce; e forse, con il tempo, riusciranno a ridurre a concentrazione normale gli ungulati, con parallela riduzione dei danni alle coltivazioni. Purtroppo gli unici ad esser penalizzati da questo equilibrio saranno i cacciatori ed i troppi politici loro amici, la vera causa del presunto esubero degli ungulati. E questo è il vero problema.

(nella foto: cani di razza lupo cecoslovacco … a spiaggia con i proprietari)

Comunicato Stampa

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