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Attualità | 01 marzo 2019, 18:18

Fondi tagliati ai migranti, le cooperative si uniscono contro il bando del Governo: "E' sbagliato tecnicamente e lo dimostreremo"

20.50 euro, questa la cifra destinata quotidianamente a ogni singolo ospite, nettamente dimezzata rispetto ai 35 euro dello scorso anno: le cooperative non ci stanno, a rischio anche 150 posti di lavoro

Fondi tagliati ai migranti, le cooperative si uniscono contro il bando del Governo: "E' sbagliato tecnicamente e lo dimostreremo"

"Tutti gli attuali enti gestori dei CAS della provincia di Savona si sono incontrati per valutare quali azioni intraprendere a tutela delle persone in accoglienza e per le comunità comunali sulle quali vivono. Il bando di gestione derivante dalle direttive del Governo è sbagliato tecnicamente e verrà dimostrato da un lavoro che verrà svolto nei prossimi giorni".

Le 12 cooperative impegnate nell'accoglienza (Arcimedia, Ati Fondazione Caritas, Bianca Costa Bozzo, Cooperarci, I Girasoli, Il Faggio, Il Percorso, L'Ancora, La Strada Giusta, Jobel, Ninfea e Ningella) dopo l'assemblea di stamattina hanno preparato un comunicato congiunto che si dichiara contrario al bando, voluto dal Governo e pubblicato due giorni fa dalla Prefettura di Savona, riguardante i fondi destinati all'accoglienza dei cittadini stranieri. 20.50 euro (18.50 euro più 2.50 euro di pocket money oltre ai 150 euro d'ingresso e la scheda telefonica) questa la cifra destinata quotidianamente a ogni singolo ospite nettamente dimezzata rispetto ai 35 euro dello scorso anno.

"Sono a grave rischio circa 150 posti di lavoro nella sola provincia di Savona, in gran parte giovani e qualificati. Gli enti gestori si impegneranno con senso di responsabilità per eventuali azioni di tutela giuridica per le comunità locali, per i richiedenti protezione internazionale e per tutti i lavoratori coinvolti" continuano nel comunicato congiunto le cooperative.

Infatti a rischio ci sono anche i posti di lavoro di chi opera nella gestione, circa 150 operatori su tutta la provincia di Savona, qualificati, che sono attivi sia nei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) che negli Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo politico): "Se dovessimo partecipare al bando ne rimarrebbero circa il 10% - spiega Laura Gengo di Cooperarci - il nuovo bando prevede un rapporto numerico degli operatori molto diverso da quello precedente perchè basato solo su un discorso di sorveglianza senza entrare nel merito degli aspetti legali, della lingua italiana, inserimenti lavorativi e societari. Si verrà a creare un rapporto qualitativo diverso".

A queste condizioni il bando potrebbe rischiare di andare deserto e i circa 900 migranti presenti nei centri sarebbero sistemati in altre strutture con probabilmente più di 50 ospiti. In caso di partecipazione al bando i vincitori potranno cominciare a operare dal primo maggio fino al 30 aprile del 2020.

Luciano Parodi

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