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Attualità | 01 marzo 2019, 12:28

Savona ricorda il 1° marzo 1944 e lo sciopero dei lavoratori con una cerimonia al Priamar (FOTO)

Esattamente 75 anni fa una data tragica che portò ad arresti, fucilazioni e deportazioni nei lager nazisti, ma che segnò anche una pagina eroica per Savona nella storia della lotta di Liberazione.

Savona ricorda il 1° marzo 1944 e lo sciopero dei lavoratori con una cerimonia al Priamar (FOTO)

Savona celebra il 1° marzo, il 75º Anniversario dello sciopero e delle deportazioni del 1° marzo 1944, una data tragica che portò ad arresti, fucilazioni e deportazioni nei lager nazisti, ma che segnò anche una pagina eroica per Savona nella storia della lotta di Liberazione.

L’amministrazione comunale ha organizzato questa mattina una cerimonia in ricordo di tale giornata, insieme all’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti (ANED), le Organizzazioni Sindacali CIGL-CISL-UIL, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Savona (ISREC), Anpi, Fivl e Arci.

E alla celebrazione ha presenziato l'assessore alla cultura Doriana Rodino, la presidente dell'Aned sezione Savona-Imperia Maria Bolla, il Questore Giannina Roatta, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri e i rappresentanti delle associazioni.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro alla lapide commemorativa, nella sala della Sibilla sulla Fortezza savonese si sono susseguiti gli interventi di Maria Bolla, di Pierangelo Olivieri e di Andrea Pasa, segretario generale Cgil Savona.

Successivamente è stato proiettato il film realizzato da Aned “Dalla fabbrica al lager”, Floriana Maris ha fornito la sua testimonianza (familiare presidente Fondazione Memoria della deportazione, consigliera nazionale Aned) e le conclusioni sono state svolte da Edmondo Montali (Fondazione Di Vittorio - Cgil Nazionale).

Maria Bolla, presidente dell’Aned sezione Savona-Imperia, memoria storica per tutta la provincia, ha illustrato la celebrazione: "Devo riconoscere che il comune di Savona, ai sindaci precedenti e all’attuale, che hanno sempre ritenuta questa giornata come istituzionale, è una delle ragioni che ci soddisfa e appaga. È stato uno sciopero contro il regime nazifascista, con una rivendicazione proletaria, la scelta dei lavoratori crea quindi una svolta, dimostra la dignità del lavoro, fu uno sciopero bianco che pagarono 280 dipendenti di questi 220 finirono nei campi di sterminio”.

Luciano Parodi

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