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Cronaca | 12 marzo 2019, 08:26

Bormida piange il reduce di guerra Tino Barlocco: aveva 96 anni

Nel 2009 aveva pubblicato nel libro "Una tragedia dimenticata" le sue memorie di guerra

Bormida piange il reduce di guerra Tino Barlocco: aveva 96 anni

Si sono svolti sabato pomeriggio a Bormida i funerali di Leontino 'Tino' Barlocco, mancato improvvisamente all’età di 96 anni. Una piccola folla, ha preso parte alle esequie per dargli l’ultimo saluto. Tutto il paese e i tanti valligiani che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato a segno del vuoto lasciato da Tino nella comunità bormidese.

Nato a Bormida nel 1923, Leontino aveva affiancato il padre nel mestiere di fornaio, quindi si era sposato poco prima della sua partenza per il servizio militare nel settembre del 1942. Arruolato nel 341° reggimento, il fante Barlocco Leontino venne inviato a presidio dell’isola di Creta dove, dopo l’8 settembre 1943 insieme all’intera guarnigione italiana venne catturato dai tedeschi.

Ai campi di prigionia il soldato Barlocco giunse solo dopo essere fortunatamente scampato a ben due naufragi, quello del piroscafo “Petrella” l’8 febbraio 1944, e poi del “Silfnos” il 4 marzo 1944, sui quali i tedeschi lo avevano imbarcato con gli altri prigionieri italiani per deportarli verso i campi di prigionia.

Leontino venne detenuto dapprima a Salonicco e poi deportato in Germania, dove avendo rinnovato il suo rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale, venne infine rinchiuso a Fulda nel campo KG “Zur Grillemburg”, quale prigioniero politico. Riuscì a sopravvivere perché, grazie alla sua precedente esperienza di panettiere, i tedeschi lo impiegarono ai forni in sostituzione dei fornai tedeschi che erano stati richiamati al fronte, e ciò gli permise di non patire troppo la fame come invece accadde alla maggioranza degli internati. 

Il campo di prigionia di Fulda venne liberato dall’arrivo delle truppe alleate il 2 aprile 1945 ma solo a fine luglio sempre del '45, poté finalmente rientrare in Italia e raggiungere la famiglia nella natia Bormida. Nel dopoguerra Leontino trovò impiego alla Montecatini, come molti altri compaesani. Giunto alla pensione, rimase sempre molto attivo interessandosi alla vita del paese,

Nel 2009 Leontino aveva pubblicato nel libro “Una tragedia dimenticata” le sue memorie di guerra, con lui scompare l’ultimo reduce bormidese della Seconda Guerra Mondiale. Ai figli Anna, Andrea e Mauro, al fratello Gildo, e ai parenti tutti, vanno le più sentite condoglianze.

Redazione

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