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Solidarietà | 13 marzo 2019, 10:45

"Creare ponti", il nuovo progetto dell'associazione finalese Vita Nova

I giovani del liceo Issel e gli altrettanto giovani ospiti dello Sprar si incontrano e si confrontano in un positivo arricchimento culturale reciproco

"Creare ponti", il nuovo progetto dell'associazione finalese Vita Nova

L’associazione finalese “Vita Nova” presenta il progetto denominato “Creare Ponti”. Noi di Savonanews eravamo presenti quando la Consulta del Volontariato di Finale Ligure ha presentato ufficialmente l’ingresso di tre nuove associazioni, tra cui proprio Vita Nova (leggi QUI).

Da quel mese di giugno del 2018 sono state portate numerose iniziative, di tutto questo parliamo con Stefano Catassi, presidente di Vita Nova.

Ci spiega il presidente: “Partiamo proprio da Creare Ponti, progetto condotto in collaborazione con l’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Finale, con l’assessorato alla Cultura e allo Sport e con il liceo Issel. Esso scaturisce da due esigenze: l’istituto scolastico Issel, da una parte, voleva varare un nuovo programma di alternanza scuola/lavoro che ampliasse le conoscenze dei propri iscritti; per quanto riguarda lo Sprar (la struttura dedicata ai richiedenti asilo), volevamo agevolare gli ospiti di questa realtà a conoscere la cultura del paese ospitante. Pertanto, da marzo fino a maggio, i giovani liceali e gli altrettanto giovani stranieri avranno l’opportunità di confrontarsi e dialogare, di socializzare e di conoscere usi e costumi dei rispettivi paesi d’origine, approfondendo insieme nozioni come la Costituzione italiana, il diritto, la legalità, l’educazione civica, il rispetto dell’ambiente e dei beni comuni, la mondialità. Il tutto verrà seguito da tutor interni alla scuola ma anche esterni, soci volontari che però possono vantare una solida esperienza nel campo della didattica e della formazione”.

Conclude Catassi: “Verremo così a contatto con persone caratterizzate da un vissuto molto diverso per ciascuna di loro e promuoveremo valori come la conoscenza e l’inclusione attraverso la visione reale e il contatto concreto con le loro storie, inserendo in tutto questo percorso anche linguaggi amati dai giovani, come la musica, la danza, le nuove tecnologie”.

Avete collaborato anche con altre associazioni sul territorio?

“Ci occupiamo di seguire il tutoraggio di ragazzi in uscita dai progetti di accoglienza e di favorirne l’inclusione sociale facendoli entrare a confronto con altre realtà. Uno di loro, ad esempio, al momento collabora con il Centro Giovani Yepp Albenga”.

Vogliamo tracciare un bilancio di questo primo anno circa di Vita Nova?

“Abbiamo sviluppato progetti di qualità, abbiamo attivato una borsa-lavoro in collaborazione con il Comune e lo Sprar per un richiedente asilo, abbiamo inoltre ottenuto un terreno in usufrutto gratuito per contribuire alla formazione agricola, vivendo insieme percorsi come la raccolta e la spremitura delle olive”.

Partirà un orto sociale?

“Il desiderio è quello. Ampliare il numero di campi in comodato d’uso gratuito, mettere a dimora anche piante da frutta, sviluppare un vero progetto di agricoltura partecipata, insegnare la tradizione dei muretti a secco”.

Il muretto a secco, le olive, gli agrumi, non sono solo agricoltura ma rappresentano una fetta importante di storia e di cultura dei nostri comprensori. Quanto è doverosa la tutela delle tradizioni?

“Auspichiamo di tessere una rete di conoscenze tecniche sul territorio, coinvolgendo anche gli anziani, vera memoria storica cittadina. Per questo il 20 marzo presenteremo un progetto di ‘invecchiamento attivo’ che rientra nell’ambito del Patto di Sussidiarietà della Regione Liguria. In collaborazione con ACLI, Auser, ADA (Assocazione per i Diritti degli Anziani) e Anteas/Generazioni Solidali Savona svilupperemo questo percorso in cui gli anziani passeranno il testimone ai giovani su aspetti come le potature, gli innesti, il riconoscimento di erbe spontanee, la tutela delle piante tipiche del territorio e molto altro”.

Alberto Sgarlato

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