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Cronaca | 16 marzo 2019, 12:20

Savona piange Luciano Guarena, re delle "fette", ex partigiano, ex deportato

La moglie Ginetta, anche lei conosciutissima in tutta Savona, era deceduta da pochi anni

Nelle foto allegate, Luciano Guarena con Marco Ravera, Consigliere comunale di Rete a Sinistra e Segretario regionale di Rifondazione Comunista / Luciano Guarena con la nipote Ilaria Magrini durante un corteo del Primo Maggio (2015)

Nelle foto allegate, Luciano Guarena con Marco Ravera, Consigliere comunale di Rete a Sinistra e Segretario regionale di Rifondazione Comunista / Luciano Guarena con la nipote Ilaria Magrini durante un corteo del Primo Maggio (2015)

Annuncia la segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista: "Nella notte di sabato 16 marzo ci ha lasciati Luciano Guarena, combattente per la libertà e deportato nei campi di concentramento nazisti, da sempre nel Partito Comunista Italiano e, dopo la svolta della Bolognina, in Rifondazione Comunista, è stato anche visivamente la continuazione della conservazione della memoria di una Resistenza che lui portava con orgoglio in ogni manifestazione reggendo il Medagliere dell’ANPI provinciale di Savona.

All’inizio dell’avventura nuova di Rifondazione, Luciano, sua moglie Gina e sua figlia Anna Maria avevano dato vita al Circolo di Lavagnola insieme ad altre compagne e compagni provenienti da partiti e movimenti diversi dal PCI.

Rifondazione era diventata allora la casa comune di tutti i comunisti che, dopo le vicende del 1989, si sarebbero altrimenti dispersi senza dare ancora una volta al Paese una opposizione comunista in una società che lentamente assorbiva tutti quegli elementi di antisocialismo cresciuti nella stagione craxiana e sviluppatisi poi col berlusconismo.

Luciano Guarena, operaio dell’ILVA (poi ITALSIDER), era noto anche per aver dato vita e tenuti per tanti anni la piccola botteghina delle "fette": chi non ha mai sbirciato in vico dei Crema per vedere se fuori c’era la sediolina bianca che annunciava che il negozio era aperto.

Luciano anche lì discuteva di lavoro, di politica, di tempi passati.

Luciano ci lascia in tempi in cui questi valori e questi princìpi morali e politici vengono rimessi in discussione. Non sono la passione politica ma, di più, un obbligo morale impone a noi tutte, donne e uomini di sinistra, di continuare proprio nel solco tracciato da Luciano e da tante e tanti Resistenti che hanno profuso la loro esistenza per difendere una democrazia sempre debole, una conquista che non si può dare per acquisita come definitiva, immutabile.

Tutta la famiglia di Luciano è stata, e rimane, un prezioso presidio di antifascismo e di democrazia: il pensiero va a sua moglie Gina, la nostra compagna “Ginetta”, che ci ha lasciato da alcuni anni; il pensiero va ad Anna Maria, va ad Ilaria Magrini, sua nipote, a tutti i familiari e alle generazioni giovanissime che verranno dopo Luciano e dopo noi: al nipotino Mattia che ne sarà l’erede e che ha diritto di vivere in quel mondo fatto di libertà, uguaglianza e giustizia sociale per cui Luciano ha veramente combattuto in gioventù e per cui ha continuato a lottare anche quando avrebbe potuto ritirarsi a vita privata.

Luciano ci mancherà. Oggi gli porteremo a casa la bandiera del suo, del nostro Partito. E gli porteremo anche la tessera 2019 del Partito.

Perché la morte è umana ed imprescindibile ma per noi Luciano era, è e rimarrà un partigiano comunista, un resistente, un uomo libero.

Ciao Luciano, ti abbracciamo tanto e abbracciamo Anna, Ilaria, Sergio e tutti coloro che ti hanno voluto bene".

Comunicato stampa

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