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Cronaca | 18 marzo 2019, 13:52

Svastiche sul retro del bar "Italo's Village" di Finalmarina (FOTO e VIDEO)

Il commento del titolare Italo Mazzucco: "Gesti profondamente tristi. Qualsiasi atto vandalico, a prescindere dal fatto che sia una bravata o un messaggio politico, è sempre da condannare"

Svastiche sul retro del bar "Italo's Village" di Finalmarina (FOTO e VIDEO)

Due svastiche, disegnate tra l'altro in modo erroneo e approssimativo, sono apparse nella notte sul retro del bar "Italo's Village" di Finalmarina. Nella mattinata gli amici di Italo, persona rispettata e benvoluta nel quartiere, sono accorsi a dare una mano di bianco per coprire lo scempio.

Chiediamo a Italo Mazzucco se pensa che sia solo la bravata di un gruppo di ragazzini annoiati che non sapevano quello che facevano o se dietro ci sia un preciso messaggio "politico", legato al fatto che il titolare del bar è una persona impegnata nel sociale, nell'ANPI Finalese e in Radio Anpi.

Commenta Mazzucco: "Bravata o gesto politico non importa, qualsiasi atto vandalico, in qualsiasi luogo, sulla porta di un bar, su un muro, su una panchina, è sempre da condannare. In entrambi i casi sono comunque fatti che mi riempiono il cuore di tristezza. 

Se si tratta di una bravata e di uno scherzo ingenuo, avrei preferito che mi dipingessero la bandiera della Samp, a me che sono notoriamente genoano, ma non un simbolo che tramanda orrori e morte come la svastica.

Se si tratta di un messaggio politico non capisco perché proprio a me, che sono una persona pacifica, non violenta, credo nel confronto e nel dialogo tra idee e posizioni differenti".

Conclude Italo Mazzucco: "All'inizio ero riluttante, poi ho deciso di denunciare la cosa alle autorità e di segnalarla al sindaco, perché chi tace è complice. Se oggi facciamo finta di non vedere dei giovani che disegnano una svastica, magari questi stessi giovani decideranno domani di dare fuoco a un clochard o di picchiare un coetaneo solo perché straniero o perché disabile. Mio nonno e mio zio sono stati deportati a Mauthausen perché denunciavano le barbarie che vedevano, è nel mio DNA".

Alcuni anni fa all'Italo's Village aveva trovato lavoro per un breve periodo un ragazzo straniero proveniente dallo Sprar, che oggi vive e lavora ad Alassio. Commenta Italo: "In quel periodo ho perso dei clienti per questa mia scelta di accoglienza, mi chiamavano con rabbia e disprezzo 'l'amico dei negri', eppure io lo rifarei mille e mille volte perché è un gesto di umanità importante. Io quando entra un cliente non gli chiedo se ha un tesserino politico, se è ricco, se è povero... Io amo il prossimo mio come me stesso chiunque egli sia. E pur non ritenendomi credente faccio mio questo comandamento ogni giorno".

Alberto Sgarlato

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