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Curiosità | 20 marzo 2019, 11:11

Finale Ligure, la bella storia di "Litta", la ragazza ritratta nella scultura Aria Marina

La storia di Aria Marina parte dagli inizi del '900 con Paolo Grossi da Gualdo Tadino (provincia di Perugia) che emigrò in quegli anni in Argentina, ma tornò a Orco Feglino diventando "cavatore di pietra"

Finale Ligure, la bella storia di "Litta", la ragazza ritratta nella scultura Aria Marina

Come riportato da Savonanews la  scultura “ Aria di Terra” di Mario Nebiolo troverà finalmente spazio a Finalmarina, sul cui Lungomare è da decenni esposto uno dei  simboli della Città: “Aria Marina” (leggi servizio completo QUI).

Mario Nebiolo nel suo intervento così si esprime: ”Conoscevo uno degli ultimi cavatori di Monte Cucco che aveva realizzato una statua di una ragazzina (secondo alcune fonti sua nipote) con i capelli al vento e l’aveva denominata ‘Aria Marina’. Per cui il nome della mia statua ‘Aria di Terra’ vuole essere una citazione ma anche un omaggio verso questa persona”.

Mario, con la sua delicatezza di artista, ha riscoperto un periodo della storia Finalese un po’ dimenticato, dove l’estrazione della Pietra del Finale rappresentava una delle principali risorse economiche e, come si direbbe oggi, occupazionali.

La storia di Aria Marina parte dagli inizi del '900 con Paolo Grossi da Gualdo Tadino (provincia di Perugia) che emigrò in quegli anni in Argentina.

Dopo anni di duro lavoro riuscì a mettere da parte quanto necessario per rientrare in Italia ed acquistare dei fondi ad Orco Feglino, dove  iniziò una fiorente attività di cava di Pietra del Finale, che giunse in pochi anni ad avere oltre 70 operai, molti dei quali scalpellini  provenienti dalle cave di Massa Carrara.

Paolo ebbe 6 figli, 2 femmine, Lucia e Lina, e 4 maschi, Giuseppe, Natale, Luigi e Vincenzo.

Dei 4 figli si distinse Vincenzo come abile scultore, al punto da collaborare con artisti del calibro di Arturo Martini, che realizzò una delle sue opere più celebri, l'Adamo ed Eva,  nelle cave di Orco, proprio con la sua assistenza.

Di questa celebre scultura si narra che  le mani femminili fossero quelle di Carmelina, detta "Litta", la bellissima fidanzata  e successivamente  moglie di Vincenzo.

Litta fu in realtà anche la modella dell'Aria Marina, l'opera posta sul lungomare.

Ad Orco esiste un’altra pregevole opera di Vincenzo Grossi, che rappresenta  San Francesco.

Una piccola curiosità, che dimostra come anche il senso artistico in qualche modo si tramandi, riguarda anche i giorni nostri.

Lo scultore dell’Aria Marina Vincenzo Grossi era il fratello del nonno  dell’anima culturale della Fortezza del Castel Franco, Roberto Grossi ed anche del nonno dell’attuale Presidente del Consiglio Comunale di Finale Ligure, Sara Badano, entrambi affermati architetti.

Ora passando sul Lungomare sapremo di salutare Litta, che l’arte e l’amore del marito Vincenzo hanno reso per sempre immortale.

 

Redazione

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